La prevedibile imprevedibilità della ricandidatura di Damiano Tommasi
(o.a.) Chi se lo immaginava nel 2022 che Damiano Tommasi sarebbe diventato sindaco di Verona? Forse nemmeno lui. E se tanto mi dà tanto, chi ci dice che si ricandiderà alla scadenza del mandato a giugno 2027? L’impressione è che potrebbe sorprendere tutti e non ripresentarsi.
Ma come? Un sindaco uscente al primo mandato che non si ricandida? Sarebbe un bel rischio per Traguardi-Pd&compagni.A meno che il sostituto non sia già bell’e pronto.
E secondo voi, il Pd, la guida politica del centrosinistra che amministra Verona, partito serio, strutturato e che viene da lontano non c’ha già pensato? E allora chi sarebbe il prescelto? Il pensiero non può che correre al neo-consigliere regionale eletto con più di 9 mila preferenze Giampaolo Trevisi, romano, poliziotto, già direttore della Scuola di polizia di Peschiera. I rumors raccolti raccontano che il suo attivismo, abbastanza raro per un neoeletto, è funzionale a spingere la sua immagine proprio in vista delle elezioni comunali del 2027.

La candidatura Trevisi nascerebbe dalla diffusa consapevolezza della debolezza dell’amministrazione Tommasi, destinata ad una sconfitta molto probabile. L’unica soluzione, starebbero pensando i compagni, è cambiare cavallo. E allora quale candidato migliore, nel panorama della sinistra, di un poliziotto, specie in un momento in cui la sicurezza è in testa agli interessi dei cittadini?
Addirittura una figura tranquillizzante come quella di un uomo delle forze dell’ordine potrebbe anche pescare nell’elettorato di centrodestra. Specie se Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che già hanno subito una bruciante sconfitta nel 2022, non dovessero esprimere un candidato di spessore e che piace ai veronesi.
