(di Francesca Romana Riello). Anticipare il riconoscimento delle difficoltà di apprendimento per evitare ritardi, insicurezze e percorsi scolastici più complessi. È questo l’obiettivo del progetto Pre.Dis.A, Prevenzione delle difficoltà dell’apprendimento, che anche per il nuovo anno scolastico prosegue nelle scuole primarie veronesi.Il Comune di Verona, che ha destinato 70mila euro all’iniziativa. Il percorso riguarda le classi prime delle scuole primarie cittadine e punta a intercettare precocemente eventuali fragilità legate a lettura, scrittura e calcolo, consentendo di attivare tempestivamente attività di potenziamento.

Intercettare presto le difficoltà per garantire pari opportunità

L’idea è intervenire prima che le difficoltà si consolidino, quando il margine di recupero è ancora ampio e il percorso scolastico può restare sereno. Un approccio che non riguarda solo il singolo bambino o bambina, ma che finisce per incidere anche sull’equilibrio dell’intero gruppo classe, evitando che piccoli ritardi si trasformino col tempo in ostacoli più difficili da colmare.

Screening precoce nelle scuole primarie: progetto Pre.Dis.A

Screening precoce nelle scuole primarie: progetto Pre.Dis.A

Il progetto è promosso dal Rotary Club Verona Scaligero insieme ai Rotary Club di Verona e provincia, con la supervisione scientifica dell’Aulss 9 Scaligera e la collaborazione dell’Ufficio scolastico territoriale. Lo screening viene effettuato intorno ai sei anni, mentre l’eventuale certificazione avviene generalmente intorno ai sette, anticipando di diversi anni i tempi medi registrati in passato.

«Questo progetto è sicuramente il più significativo anche dal punto di vista dell’investimento economico tra quelli messi in campo dall’Assessorato», sottolinea l’assessora alle Politiche scolastiche e alla salute Elisa La Paglia. «Consente di rimuovere gli ostacoli al riconoscimento dei disturbi dell’apprendimento grazie a un’intercettazione precoce e capillare, permettendo di avviare tempestivamente il potenziamento e garantire a ragazze e ragazzi un percorso scolastico nella norma».

Uno degli elementi più rilevanti è la riduzione dei tempi tra screening, diagnosi e certificazione. La presa in carico avviene direttamente a scuola, nel luogo in cui il bisogno emerge, con un effetto di demedicalizzazione che coinvolge insegnanti ed esperti formati dall’Aulss 9 e che rende il percorso più naturale anche per le famiglie.

Screening precoce nelle scuole primarie: progetto Pre.Dis.A

Un progetto che coinvolge scuole, sanità e territorio

Quest’anno sono coinvolti 1.398 bambini e bambine del primo anno della primaria, pari al 94 per cento degli iscritti, distribuiti in 85 classi appartenenti a 16 istituti comprensivi cittadini. La previsione stimata indica una percentuale di fragilità tra l’8 e il 9 per cento.

Leonardo Zoccante, neuropsichiatra dell’Aulss 9, evidenzia come l’intercettazione precoce permetta ai bambini che presentano fragilità di ricevere potenziamenti mirati, riducendo in molti casi la necessità di successivi interventi sanitari. Nei casi in cui il disturbo sia invece più strutturato, il percorso consente di avviare fin dai primi anni della primaria un trattamento logopedistico specifico.

Per le scuole si tratta di un’esperienza ormai consolidata. «Per gli istituti comprensivi questo progetto ha un valore fondamentale», spiega Gianluca Mancuso, coordinatore dei dirigenti scolastici. «È la più ampia esperienza progettuale pluri-istituto attiva oggi a Verona e ha permesso di costruire competenze condivise tra i docenti, con ricadute positive anche sulla formazione del personale».

Il progetto si avvale inoltre di una piattaforma tecnologica sviluppata dall’Università di Verona, coordinata dal Dipartimento di Informatica, che consente la gestione automatizzata dei dati e rende sostenibile uno screening su larga scala. Uno strumento che, nelle intenzioni dei promotori, potrà essere esteso in futuro a livello provinciale e regionale, arrivando a coinvolgere migliaia di studenti.

Alla base resta un aspetto che le scuole conoscono bene: la povertà educativa non coincide sempre con quella economica, ma spesso con la difficoltà di arrivare in tempo ai servizi e agli strumenti giusti. Intervenire presto significa allora ridurre le distanze e permettere a tutti di affrontare il percorso scolastico con le stesse possibilità, senza lasciare indietro nessuno già nei primi anni di scuola.

Screening precoce nelle scuole primarie: progetto Pre.Dis.A