E pensare che sorge sopra una necropoli paleocristiana
(Claudio Beccalossi) La sfilata del Venardi Gnocolar per il 496° Bacanal del Gnoco (che, il 13 febbraio, si snoderà sul percorso cittadino stabilito tra piazza Luigi Cadorna e San Zeno) sarà “orfana”, come si sa e salvo ripensamenti in extremis, del sire storico, Papà del Gnoco e di altre maschere solidali.
“Ribelli” intenzionati a “ritirarsi sull’Aventino”, partecipando al 76° Carnevalon de l’Alpon a Monteforte d’Alpone, per polemiche che vanno avanti da tempo tra il Comitato Bacanal del Gnoco (assieme ai gruppi aderenti all’Associazione Carnevale Storico di Verona) ed il Comune, ora committente della manifestazione al Comitato Benefico Festa de la Renga.
La conclusione della kermesse avrà luogo, come da tradizione, nell’area delle piazze San Zeno, Pozza e Corrubbio. Ed appunto piazza Corrubbio avrebbe bisogno, gran finale carnevalesco o meno, d’una “revisione” da certe brutture che, attualmente, ne degradano i connotati popolari.

L’etimologia di Corrubbio
Il toponimo “Corrubbio” deriverebbe dal termine tardo latino quadruvium, cioè quadrivio, in riferimento al tragitto, od a sue diramazioni e/o congiunzioni, della via romana Claudia Augusta (realizzata tra il 15 a. C. ed il 47 d. C.), da Hostilla (Ostiglia) a Submontorium (Burghöfe/Mertingen), cioè dalla Pianura Padana al fiume Danubio valicando le Alpi. La stessa denominazione venne attribuita al tratto tra Pisae (Pisa) e Hostilla. La denominazione della piazza, quindi, fa riferimento ad un lontano ma importante incrocio o snodo stradale tardoromano.

I rilevanti trascorsi dello slargo trovarono ulteriori testimonianze in ritrovamenti archeologici avvenuti dapprima, in contesti limitati, tra il 1969 e la fine degli Anni ’90 del secolo scorso e poi nel periodo 2009-2011, in seguito a verifiche preliminari in vista della realizzazione d’un parcheggio sotterraneo.
La necropoli
Venne alla luce un’ampia necropoli risalente al frammezzo dei secoli III/IV – VII/VIII/IX d. C. (epoca principalmente paleocristiana/tardoantica). La prima fase di scavi archeologici permise l’individuazione di 249 inumazioni (da diverse caratteristiche e stati di conservazione) e dei resti di costruzioni di tipo religioso-funerario. L’indagine constatò che varie sepolture vennero profanate e depredate nell’antichità. Il secondo ciclo di ricerche consentì il rinvenimento di altri 148 interramenti. Le indagini su sito e reperti fecero concludere che la necropoli fu utilizzata in tre cicli essenziali: dalla fine del III secolo all’inizio del IV secolo d. C.; dal V al VII secolo d. C.; dal VII all’VIII/IX d. C.

La piazza Corrubbio d’oggi (parte dell’attrattivo “sistema turistico San Zeno”), Venardi Gnocolar o meno, dovrebbe rimediare, come accennato, ad alcune sgradevoli stonature. Qualche esempio? Pali dell’illuminazione pubblica adattati in bacheche per annunci (come quello della ricerca d’un cane presunto rapito altrove, di cui non si conosce l’esito), slogan Free Gaza, disegni murali in ambiti impropri, segnacci vandalici su pannelli e pareti, biciclette in disarmo da tempo e “mutilate” di alcune parti, indicazioni stradali divelte ed abbandonate in aree verdi, rifiuti vari dispersi. Elementi di squallore urbano che, se non risolti e contrastati opportunamente (senza cedere all’assuefazione ed al lasciar correre, sintomi d’arrendevolezza), rischiano di degenerare…
