E spunta il nome di Tosato come sottosegretario

Il Carroccio cerca di serrare le fila in una fase tutt’altro che semplice. Tra il rebus sul vice, i nuovi congressi territoriali e la necessità di ritrovare compattezza dopo mesi di tensioni, il consiglio federale di oggi rappresenta uno snodo cruciale per ridefinire equilibri e prospettive.

Sul tavolo ci sono le deleghe, i rapporti tra le diverse anime e il rilancio dell’azione politica nei territori, a partire dal Nord dove la Lega punta a recuperare centralità e consenso. I congressi provinciali e regionali vengono letti come un passaggio strategico: non solo un adempimento statutario, ma un’occasione per riorganizzare la classe dirigente e rafforzare il radicamento locale.

In questo quadro, mentre si discute di nuovi incarichi e possibili nomine governative, prende quota anche il profilo di Paolo Tosato, senatore veronese, con una lunga esperienza amministrativa e parlamentare, figura di equilibrio. La sua conoscenza delle dinamiche istituzionali e il forte legame con il territorio potrebbero farne il nome giusto per un ruolo di sottosegretario.

FONTANA SALVINI
Salvini, Tosato, Fontana

Una scelta che, se confermata, avrebbe un segnale di attenzione al Veneto, regione chiave per gli equilibri del partito. In una fase di riassetto interno, la Lega guarda dunque anche ai profili di solidità e continuità per rafforzare la propria presenza nell’esecutivo e consolidare la propria identità.

Accanto al tema delle nomine governative si intreccia poi quello della valorizzazione del Nord negli assetti di vertice. Diversi governatori settentrionali spingono per un riconoscimento più marcato del peso territoriale nella segreteria, con il nome di Luca Zaia indicato come possibile vicesegreterio. Una soluzione che rappresenterebbe un segnale politico chiaro: rafforzare il baricentro nordista del partito e dare voce alle istanze delle regioni storicamente trainanti.

La Lega alle elezioni suppletive per sostituire Stefani e Bitonci

Sul fronte elettorale, la partita delle suppletive aggiunge un ulteriore tassello alla ridefinizione degli equilibri interni. Tra i nomi che emergono c’è quello di Giulio Centenaro, salviniano e primo dei non eletti alle ultime regionali, la cui eventuale candidatura verrebbe letta come una scelta di continuità con la linea nazionale. Una candidatura che si collocherebbe anche in contrapposizione rispetto all’area riconducibile a Roberto Marcato, figura opposta alla linea Stefani fin dal congresso regionale del 2022 in Veneto ed espressione di una sensibilità più territoriale all’interno del partito.

Nel dibattito interno compare anche il profilo del lombardo Alberto Di Rubba, a conferma di come la selezione dei candidati non sia solo una questione elettorale ma un passaggio politico più ampio. Tra congresso, vicesegreteria e suppletive, la Lega si muove dunque su più piani nel tentativo di ricompattare il partito, rafforzare il legame con il Nord e consolidare la propria presenza nelle istituzioni dopo la scissione con il generale Vannacci.