Quinte colonne rispettivamente di Trump e Putin?
(Giorgio Massignan) L’eventualità di un’Europa federale non piace alle super potenze mondiali, in particolare agli Stati Uniti e alla Russia, che stanno intervenendo per evitarne la realizzazione.
La vicinanza a Trump della Meloni
La vicinanza ideologica e strategica tra la presidente Meloni e Trump è confermata dalla loro linea politica conservatrice, basata sulla sovranità nazionale.
Sulla difesa europea e su molte questioni economiche la presidente Meloni ha seguito e segue i piani di Trump, finalizzati a boicottare l’unità europea.
Relativamente ai dazi minacciati dal presidente USA contro l’Europa, Giorgia Meloni ha cercato di negoziare direttamente con “l’amico Trump”, anche a discapito della coesione dell’UE.
Non è intervenuta con critiche nette sulla politica commerciale americana e neppure sulle tragiche operazioni dell’ICE contro i migranti e gli oppositori a Minneapolis.
Si ha l’impressione che Giorgia Meloni tenti di bilanciare le sue relazioni privilegiate con Trump, evitando di rompere il rapporto dell’Italia con il nucleo degli stati europeisti.
Ma, nei fatti, sta tentando di rallentare il processo unitario europeo.
La ‘simpatia’ di Orban per Putin

Viktor Orbán si è apertamente schierato con Putin nella guerra tra l’Ucraina e la Russia.
Ha tentato e tenta di frenare gli aiuti alla prima e le sanzioni contro la seconda.
È riuscito a bloccare i 50 miliardi destinati dall’UE a Kiev, opponendosi alle scelte della maggioranza dell’UE.
Nonostante il governo di Budapest in buona parte dipenda economicamente dai fondi UE, i rapporti economici e i legami diplomatici dell’Ungheria con la Russia sono rimasti molto stretti. L’eccessivo utilizzo del veto da parte di Orban nelle deliberazioni europee che necessitano l’unanimità, in modo particolare in quelle contro la Russia, conferma il suo ruolo di “protettore” degli interessi di Putin.
In conclusione, le posizioni di Giorgia Meloni e di Victor Orban all’interno dell’UE, potrebbero essere interpretate come il classico “cavallo di Troia”, in particolare sulle decisioni relative all’economia e alla difesa, in opposizione ad una possibile unità europea.
