(di Francesca Romana Riello). All’Arsenale di Verona lo sport diventa racconto. Fino all’8 marzo Casa Verona ospita la mostra fotografica “I Giusti nello Sport”, inserita nel calendario delle iniziative legate ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Lo sport come scelta morale e responsabilità civile
Promossa da Fondazione Gariwo e realizzata dal fotografo Gabriele Stabile, l’esposizione raccoglie storie di atleti e atlete che, in momenti diversi della storia, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Non solo imprese sportive, dunque, ma decisioni personali che hanno comportato rischi, rinunce e, in alcuni casi, conseguenze pesanti.
L’allestimento trova spazio a Casa Verona, luogo nato come punto di incontro tra sport, cultura e comunità e destinato, durante i Giochi, a diventare Live Site aperto alla città. Anche la sede non è casuale: l’Arsenale, un tempo spazio militare, oggi si propone come luogo di dialogo e confronto, capace di accogliere iniziative che mettono al centro la dimensione civile dello sport.
La mostra invita a guardare lo sport da una prospettiva diversa. Non soltanto competizione, ma occasione di responsabilità, capace di generare consapevolezza e di parlare a pubblici diversi, anche lontani dal mondo agonistico.

I Giusti nello sport, storie che attraversano il tempo
A Verona arriva una selezione di cinque vicende emblematiche dei valori dell’Olimpismo. Tra queste quella di Antonio Maglio, pioniere dei Giochi Paralimpici, il celebre podio dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 contro il razzismo, e la storia di Yusra Mardini, da rifugiata siriana ad atleta olimpica e oggi attivista per i diritti umani.
Accanto a loro anche l’alpinista Ettore Castiglioni e Bronisław Czech, campione di salto con gli sci morto ad Auschwitz dopo aver aiutato persone perseguitate dal regime nazista. Racconti lontani tra loro, ma uniti dallo stesso filo: il momento in cui lo sport incontra la scelta personale.
Il lavoro fotografico di Gabriele Stabile mescola immagini contemporanee, materiali d’archivio e interventi artistici. Ogni pannello è accompagnato da una parola chiave in lingua inglese che sintetizza il valore espresso dalla storia, accompagnando il visitatore lungo un percorso più riflessivo che celebrativo.
Come sottolinea il presidente di Fondazione Gariwo Gabriele Nissim, nello sport si corrono da sempre due gare: quella per il risultato e quella per la libertà e solidarietà. La mostra nasce proprio per mantenere viva questa seconda dimensione, parlando soprattutto alle nuove generazioni.
Una rete tra istituzioni e società civile
L’arrivo della mostra a Verona è il risultato di una collaborazione che coinvolge Fondazione Gariwo, realtà associative del territorio e il Club Inner Wheel Verona Bee Lab, già impegnato nel progetto dell’Hortus dei Giusti al Colle San Pietro, luogo dedicato alla memoria di donne e uomini che hanno difeso i diritti umani.
L’esposizione si inserisce in un percorso più ampio che accompagna la città verso le Olimpiadi, affiancando agli appuntamenti sportivi momenti di approfondimento culturale e civile. Casa Verona conferma così la propria vocazione di spazio aperto, capace di accogliere iniziative che mettono in relazione sport, storia e contemporaneità.
“I Giusti nello Sport” fa parte di un progetto itinerante definito dagli organizzatori una vera e propria “Staffetta del Bene”. Dopo Milano e Verona, la mostra proseguirà il suo viaggio in altre città italiane, tra scuole e spazi culturali, con l’obiettivo di trasmettere il testimone della memoria e del coraggio civile. Tra le prossime tappe sono previste Civitavecchia, Cavenago di Brianza e Napoli, fino a una futura esposizione alle Nazioni Unite a New York in vista dei prossimi Mondiali di calcio.
Il messaggio resta semplice e attuale: lo sport non è soltanto risultato. A volte diventa scelta, responsabilità, esempio. Ed è proprio questo che le storie raccontate a Casa Verona continuano a ricordare.

