Un gennaio acceso da musica e cultura

Se fosse un’Olimpiade, salirebbe certamente sul podio. Il Festival Mozart a Veronaconclude la sua settima edizione con un’affluenza media dell’80%, un risultato che premia un mese di appuntamenti diffusi in diciannove luoghi della città, tra concerti, incontri e performance che hanno portato musica e bellezza nel cuore dell’inverno.

Sostenuto da Comune di VeronaFondazione CariveronaAccademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena di Verona, con la partecipazione di ventiquattro partner e la direzione artistica di Michele Magnabosco, il festival ha confermato la propria vocazione a fare rete, coinvolgendo istituzioni e realtà culturali in un progetto collettivo che trasforma gennaio in un tempo di ascolto e condivisione.

Un’edizione dedicata all’universo femminile

Il 2026 ha segnato un rinnovamento nella direzione del festival, con un filone tematico dedicato al contributo delle donne nella cultura e nell’arte, a partire dalla figura di Maria Anna “Nannerl” Mozart, nel 275° anniversario della sua nascita. Una scelta che ha incontrato l’interesse e la partecipazione del pubblico, consolidando Mozart a Verona come appuntamento imprescindibile dell’anno culturale scaligero.

Dalla musica classica allo swing

L’apertura del festival, il 5 e 7 gennaio, ha visto protagonisti l’Orchestra di Padova e del Veneto in Sala Maffeiana e il Rosso Verona Baroque Ensemble nella chiesa di San Tomaso Cantuariense, per due concerti che hanno inaugurato il mese mozartiano in un clima di grande partecipazione.
Tra gli eventi più seguiti, il tutto esaurito per “Classic in Jazz. Mozart & Swing”, che ha unito l’eleganza del classicismo all’energia del jazz nella cornice della più antica sala da concerto cittadina.

Ampia la risposta anche per gli appuntamenti dedicati ai giovani, come “Mozart e Salieri Got Talent” della rassegna Arena Young e il concerto degli allievi del Liceo Musicale Carlo Montanari. Numerosi anche gli eventi ospitati nei luoghi simbolo della città: la Biblioteca Capitolare, il Teatrino di Palazzo Maffei, il Museo degli Affreschi e la chiesa di San Giorgio in Braida con la Scuola Campanaria Verona, che ha dato avvio ai festeggiamenti per i 250 anni della prassi esecutiva “metodo alla veronese”.

L’universo femminile è stato inoltre protagonista del concerto-spettacolo “Il regno capovolto” con Eliza Cipriani e Luca Condello, e dell’omaggio contemporaneo della Società Italiana di Musica Contemporanea in Società Letteraria, con musiche in prima assoluta di compositrici italiane e straniere.

La Giornata della Memoria

Per la prima volta, il festival ha accolto un evento dedicato alla Giornata della Memoria: il concerto del Duo Baraldinella chiesa di San Domenico al Corso, con la partecipazione di Diana Castelnuovo-Tedesco, nipote del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco, costretto all’esilio nel 1938.

Un progetto di rete e di visione condivisa

Più che una somma di eventi, la settima edizione di Mozart a Verona ha raccontato la forza di una rete culturale consolidata che mette in dialogo istituzioni, fondazioni, associazioni e spazi cittadini, rendendo il festival un modello di collaborazione capace di unire tradizione e innovazione.

Le voci dei protagonisti

Per l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, “la settima edizione ha dimostrato come un festival di musica classica possa trasformarsi in un laboratorio di innovazione culturale. Con linguaggi ibridi e nuovi pubblici, la rassegna ha fatto dialogare il classicismo con lo swing e la danza contemporanea, creando un’esperienza partecipativa che connette generazioni diverse”.

Il direttore artistico Michele Magnabosco ha sottolineato che “l’ampio riscontro di pubblico conferma la bontà della scelta di sostenere un festival inclusivo, in cui ogni realtà culturale contribuisce con la propria eccellenza. L’apertura a diverse forme d’arte è la chiave per continuare a crescere”.

Per Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona, “Mozart a Verona funziona perché è un lavoro di squadra che unisce istituzioni e territori, creando occasioni di partecipazione e coinvolgendo pubblici nuovi. È un investimento che genera qualità e rafforza i legami sociali”.

Il presidente dell’Accademia FilarmonicaLuigi Tuppini, ha ricordato “la scelta vincente di costruire un festival diffuso, nel quale le diverse realtà cittadine trovano spazio in un dialogo che arricchisce la proposta musicale e culturale della città”.

Infine, la sovrintendente della Fondazione Arena di VeronaCecilia Gasdia, ha evidenziato come “la qualità e la varietà delle proposte crescano ogni anno. Con oltre 5mila presenze nelle nostre iniziative, è evidente che la musica continua a essere una forza viva capace di unire e coinvolgere il pubblico”.

Con l’80% di affluenza media e un’identità ormai pienamente riconosciuta, Mozart a Verona si conferma un punto fermo della stagione culturale scaligera, capace di rinnovarsi nel segno della condivisione, della memoria e della creatività.