Passaggio importante al Consiglio dei Ministri

Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato le pre-intese sulla legge per l’Autonomia differenziata, un passaggio fondamentale per poterla realizzare. La legge, nota anche come ‘legge Calderoli’, dal. nome del ministro che l’ha sostenuta, ha preso avvio dal referendum voluto dall’allora governatore del Veneto Zaia nel 2017, ed è stata approvata dal Parlamento nel 2024, ma necessita di alcun in passaggi prima di poter diventare operativa.

Autonomia più vicina. Soddisfatti i leghisti

Passo avanti verso l'autonomia differenziata
Paolo Borchia

Esprime grande soddisfazione per questo passo avanti Paolo Borchia, eurodeputato veronese e segretario provinciale della Lega. «Oggi, grazie al lavoro del ministro Calderoli, alla determinazione del nostro presidente Alberto Stefani, che porta avanti l’impegno di Luca Zaia e alla promessa mantenuta da parte del vicepremier Matteo Salvini, siamo sempre più vicini all’obiettivo: amministrazioni più vicine ai territori, con maggiore efficienza e risposte concrete per i cittadini. Questa è l’Autonomia e andiamo avanti orgogliosamente e concretamente».

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Filippo Rigo

Il consigliere regionale veronese Filippo Rigo, pure lui legista giudica questo passaggio «un momento cruciale nel percorso della Regione Veneto – e ricorda che – nelle scorse settimane il Consiglio Regionale aveva garantito al Presidente Stefani il mandato per partecipare a questa importante appuntamento. In quella occasione avevo giusto ribadito come la Lega sia nata per dare alla nostra gente il diritto, riconosciuto dalla stessa Costituzione italiana, di avere maggiori forme di decentramento.
Un processo irreversibile per un qualsiasi Paese che vuole superare le logiche centraliste e diventare più efficiente e moderno».

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Matteo Pressi


Anche Matteo Pressi, anche lui rappresentante veronese al Consiglio regionale del Veneto come capogruppo della List Stefani, esprime il proprio compiacimento. Sottolinea come sia «doveroso da parte del governo realizzare la richiesta di autonomia che i Veneti nel 2017 avevano posto con forza con 2 milioni di voti» più del 98% dei partecipanti al voto». E auspica che questo passaggio apra la strada ad u n’autonomia con uno spettro sempre più ampio.