«Questo Paese ha bisogno di una giustizia più efficace, capace di liberarsi dalle logiche correntizie e di garantire giudici realmente indipendenti. Il referendum non è una pagella al Governo ma un’occasione per fare un passo avanti».
Lo ha dichiarato l’europarlamentare Paolo Borchia, aprendo questa mattina a Verona la conferenza stampa di lancio della campagna referendaria per il Sì alla riforma costituzionale sulla giustizia promossa dalla Lega.
Sul territorio, il partito può contare su oltre 65 circoli e più di 2000 iscritti. Al centro dell’iniziativa, in vista del referendum confermativo sulla riforma costituzionale, vi è la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, insieme al nuovo assetto del Consiglio superiore della magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due organi distinti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.
Secondo Roberto Turri, coordinatore della campagna in Veneto per la Lega, «grazie a questa riforma ci sarà meno potere politico e meno indicazioni politiche ai magistrati, con componenti del Csm estratti a sorte tra persone con competenza e qualità, aumentando la serenità del cittadino nelle scelte giudiziarie».
Sulla stessa linea anche Giovanni Dal Cero, coordinatore della Lega per il referendum a Verona, che ha sottolineato come la separazione delle carriere rappresenti «un tassello ulteriore per il giusto processo», con un pubblico ministero libero di scegliere e operare nel solco del sistema accusatorio e con un rafforzamento della terzietà del giudice».
