Valdegamberi: vergognoso ipotizzare restrizioni sui visti per accompagnatori di atleti con disabilità
Contrariamente a quanto deciso per le Olimpiadi, invernali e non, dal Comitato Olimpico Internazionale, ovvero l’esclusione dei russi e dei bielorussi, per le Paralimpiadi invernali è stato deciso che potranno partecipare.
La cosa non è piaciuta al ministro degli esteri Tajani che ipotizza restrizioni dei visti per gli accompagnatori .
“Esprimo il mio totale disappunto per una posizione che rischia di trasformare lo sport in un terreno di scontro ideologico, snaturandone la funzione più alta: unire i popoli, non dividerli. Le Paralimpiadi non sono un vertice diplomatico né un’arena geopolitica. Sono il simbolo del coraggio, del sacrificio e della dignità di atleti che, attraverso lo sport, superano barriere ben più dure di quelle erette dalla politica. Trovo vergognoso ipotizzare restrizioni sui visti per accompagnatori di atleti con disabilità. Qui non si parla di strategie internazionali, ma di persone fragili che hanno bisogno di supporto per poter competere. Colpire loro significa colpire lo spirito stesso delle Paralimpiadi”.

Il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi che puntualizza: “Oltre alla questione dei visti, si aggiunge anche il tema dell’esposizione delle bandiere nazionali e degli inni. Mettere in discussione il diritto di un atleta di gareggiare sotto i propri simboli, significa compiere un ulteriore passo verso la politicizzazione dello sport”.
“Le bandiere non sono strumenti di propaganda – continua il consigliere – ma espressione dell’identità di un popolo. Oscurarle o vietarle equivale a trasformare una manifestazione sportiva in un messaggio politico. Mi vergogno di lei, signor Ministro. Mi vergogno di una politica che usa lo sport per mandare segnali ideologici e dimentica che dietro ogni atleta c’è una persona, una storia, una famiglia. Non è così che si difende l’onore dell’Italia, non è così che si costruisce credibilità internazionale.

Lo sport, l’arte e la cultura sono da sempre strumenti di dialogo e pace. L’incontro tra atleti di nazionalità diverse favorisce la conoscenza reciproca e costruisce ponti. È con la partecipazione, non con l’esclusione o la neutralizzazione delle identità nazionali, che si promuovono amicizia e fratellanza tra i popoli. Ancora una volta assistiamo a una linea politica che appare più dettata da pressioni esterne che dall’interesse e dal sentimento del popolo italiano. Questa distanza crescente tra istituzioni e cittadini è una delle ragioni per cui sempre meno persone si recano alle urne”.
“L’Italia, e il Veneto in particolare – conclude Valdegamberi – hanno una tradizione di accoglienza, dialogo e autonomia di pensiero. Difendere lo spirito olimpico e paralimpico significa difendere questi valori. Lo sport non si piega alla politica. Lo sport costruisce pace».
