(di Francesca Romana Riello). Gli Scavi Scaligeri  riaprono con “Winter Gamese tornano a respirare sotto il centro storico, dopo quasi undici anni di silenzio.

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Undici anni dopo, la città ritrova un luogo che le mancava

Per molto tempo sono rimasti chiusi, invisibili ai più.

Ora gli Scavi Scaligeri riaprono e si riprendono il loro posto nella vita culturale di Verona.

«Non è solo la riapertura di uno spazio», ha detto durante la conferenza stampa il sindaco di Verona, Damiano Tommasi. «È una restituzione alla città. Gli Scavi sono parte della nostra identità e riportarli alla fruizione pubblica era un impegno che ci eravamo presi».

Il lavoro non è stato semplice. Consolidamenti strutturali, adeguamenti impiantistici, verifiche tecniche, riallestimento. Un cantiere lungo, necessario per riportare in sicurezza uno dei luoghi più delicati del centro storico.

«Abbiamo lavorato in stretta sinergia con la Soprintendenza», è stato spiegato dall’assessore alla cultura Marta Ugolini. «Il sito è sottoposto a tutela statale e ogni intervento è stato condiviso. Ma volevamo fare un passo in più: rendere questo luogo accessibile e vivo».

Gli Scavi non sono un sito archeologico qualunque. Negli anni Ottanta, come ha ricordato il Soprintendente Andrea Rosignoli, «qui venne adottato un metodo innovativo per l’epoca, lo scavo non selettivo introdotto da Peter Hudson. Si è scelto di documentare tutte le fasi storiche, senza privilegiare un periodo. È questo che oggi consente di leggere la stratificazione della città in modo completo».

Strade romane, resti di domus, tracce medievali, una torre che attraversa i secoli.

«È un luogo polifunzionale per natura», ha aggiunto. «Archeologia e produzione culturale contemporanea possono convivere senza forzature».

Gli Scavi Scaligeri riaprono con “Winter Games”

Gli Scavi riaprono con “Winter Games”: archeologia e fotografia si incontrano

Gli Scavi riaprono con “Winter Games” e inaugurano la nuova stagione con una mostra che mette in dialogo pietra e pellicola.

“Winter Games. Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972” porta a Verona circa cento immagini, molte inedite, che raccontano lo sport invernale attraverso lo sguardo dei grandi maestri del fotogiornalismo.

«LIFE è stata la massima espressione della fotografia del Novecento», ha spiegato Giuseppe Cerroni. «Portare questo archivio qui, nel momento della riapertura, è stata una combinazione quasi naturale. Le Olimpiadi, la città, la fotografia: tutto si è allineato».

Non solo competizioni.

Dalle Olimpiadi di Garmisch del 1936 a Sapporo 1972, passando per Cortina 1956, le immagini restituiscono un mondo in trasformazione.

Il curatore Simone Azzoni ha costruito un percorso tematico che segue la tassonomia degli archivi LIFE.

«Abbiamo scelto di non forzare lo spazio», ha spiegato. «La struttura quasi labirintica degli Scavi suggerisce un andamento ad anello, con punti di pausa. Le immagini devono poter respirare, così come il luogo».

Il gesto atletico diventa linea, equilibrio, tensione.

«Lo sport qui non è solo risultato», ha aggiunto Azzoni. «È esperienza, è forma, è racconto del tempo».

Accessibilità e Olimpiade Culturale: uno spazio che vuole restare aperto

La riapertura si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

«Volevamo che questo fosse un luogo accessibile», ha sottolineato la rappresentante dell’area Cultura. «Abbiamo installato un ascensore e passerelle che consentono una fruizione quasi completa anche alle persone su sedia a rotelle. Non era scontato, ma era necessario».

Sono stati predisposti pannelli chiari, strumenti di orientamento e un’aula didattica per laboratori.«Non vogliamo che sia uno spazio visitato una volta e poi

dimenticato», è stato detto. «L’idea è che torni a essere frequentato».

C’è anche spazio per contenuti più complessi, come il riferimento a Sarajevo, che invita a leggere lo sport dentro la storia e non fuori da essa.

Dopo undici anni, gli Scavi Scaligeri riaprono.

Non come semplice cornice espositiva, ma come luogo che torna a produrre cultura.

E in una città che guarda al 2026, la legacy passa anche da qui.

Dalle pietre antiche.

E dalle immagini che raccontano un secolo.

Gli Scavi Scaligeri riaprono con “Winter Games”