Ma con l’azionariato popolare Verona può cambiare il calcio italiano
Il Verona cade anche a Sassuolo, un 3-0 che purtroppo rende ormai certa la retrocessione in serie B.
La partita non ha storia, il Verona tiene discretamente il campo la prima mezz’ora, ma poi prende 2 goal in 3 minuti, complici dei marchiani errori di posizionamento e di attenzione.
Prima Pinamonti infila l’1-0 da solo al centro dell’area, poi l’ingenuo Niasse, inadeguato alle categorie professionistiche, causa un rigore, che Berardi prima si fa parare da Montipò, ma poi sul tap-in ribatte in rete per il 2-0.
Nel secondo tempo la musica non cambia, il Verona non calcia mai in porta e non si rende pericoloso, una squadra priva di ogni grinta e mordente, che subisce il 3-0 ancora da parte di Berardi su un contropiede nato da un angolo a favore.
A questo punto pensiamo al futuro
A questo punto, assodato che la stagione si andrà a concludere nel peggiore dei modi, la piazza e i tifosi del Verona possono scendere in campo concretamente, dando esecuzione al progetto dell’azionariato popolare, di cui tanto si parla, ma che solo con i fatti può fare la differenza.

Azionariato popolare
Il progetto di un Special Purpose Vehicle (SPV) ossia una società veicolo, che caricata di capitale da parte di imprenditori, tifosi, sostenitori ed ex giocatori, acquisti una quota del capitale sociale di almeno il 25% dell’Hellas Verona, può diventare realtà, se il tessuto industriale veronese si unisce con il tifo e si compatta attorno alla squadra, per valorizzare al meglio il Verona, che è uno degli asset più importanti della città, assieme alla Fiera e all’aeroporto.
L’azionariato popolare, infatti, può rappresentare una vera occasione, non solo per i tifosi perché finalmente sarebbero partecipanti attivi dell’Hellas Verona, ma anche per la Presidio, in quanto la Newco andrebbe a capitalizzare la società in un momento di tensione di liquidità, che inevitabilmente arriverà con la retrocessione in serie B, e porterebbe portare anche supporto nella governance, nonché riavvicinerebbe alla società la piazza, che se capita rispettata, è senza dubbio una delle migliori d’Italia.
Ora però, la partita, sta in mano alla classe imprenditoriale di Verona, che deve mettere le basi economiche, per coinvolgere poi tutti i tifosi, perché solo unendo i capitali più forti delle nostre imprese, con il sostegno popolare dei 1.000 euro per tifoso, potrebbe davvero segnare la svolta non solo per l’Hellas Verona, che sarebbe la prima grande squadra italiana ad aprirsi al modello virtuoso di Germania e Spagna della partecipazione popolare, sarebbe anche un segnale di cambiamento vero per il calcio italiano, verso la trasparenza, le competenze e la partecipazione, proprio quello di cui non solo il calcio, ma il nostro Paese avrebbe bisogno.
Difficile, ma non impossibile.
Sta a noi veronesi: e per una volta non facciamoci sfuggire un altro asset.
Imprese, capitali, tifosi e passione, abbiamo tutto, compriamo il Verona!
Forza Hellas Verona!

