Negli ultimi quarant’anni Verona e la sua provincia hanno visto crescere in modo vertiginoso la popolazione over 65: +105% dal 1982 al 2023, contro un aumento generale del 20% della popolazione totale. Un dato che fotografa con chiarezza l’invecchiamento della società veronese e impone una riflessione sul futuro della sanità e del welfare locale.
Per rispondere a queste sfide, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e la FNP Cisl Pensionati hanno avviato il progetto «Nuovi stili di vita per un invecchiamento in benessere», un’iniziativa che unisce tecnologia, prevenzione e consapevolezza. Grazie all’uso di smartwatch forniti ai partecipanti, un gruppo di 92 pensionati veronesi – 52 uomini e 40 donne, con età compresa tra i 65 e gli 82 anni – ha monitorato per un anno la propria attività fisica, la qualità del sonno, il dispendio energetico e l’alimentazione, fornendo dati preziosi per costruire un modello di prevenzione rivolto alla terza età.
Dai primi risultati emerge un quadro incoraggiante: i partecipanti, mediamente in buona salute e con abitudini virtuose, percorrono circa 9 mila passi al giorno e seguono una dieta vicina al modello mediterraneo. Il dottor Vincenzo Di Francesco, direttore dell’UOC Geriatria A dell’Aoui Verona, che ha guidato lo studio, sottolinea come anche dopo i 70 anni sia possibile modificare positivamente il proprio stile di vita: «C’è ancora una bella fetta di vita davanti, e vale la pena migliorarne la qualità. L’uso della tecnologia ci ha permesso di raccogliere migliaia di dati su movimento, sonno e abitudini alimentari, aprendo la strada a nuove applicazioni anche in ambiti clinici più complessi».
Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Sydney, l’ULSS 7 Pedemontana e l’Università di Torino(che ha sviluppato la piattaforma informatica), mira a creare linee guida concrete per promuovere un invecchiamento attivo e in salute.
Sul piano demografico, i dati forniti dal centro studi FNP Cisl mostrano una tendenza destinata a intensificarsi: entro il 2031 gli over 65 rappresenteranno circa il 26,6% della popolazione veronese. Le donne continuano a vivere più a lungo – 51% tra gli over 70, 60% tra gli over 80 – ma con pensioni mediamente più basse, un fattore che incide sull’accesso ai servizi sanitari e sociali.
Alla conferenza di presentazione sono intervenuti il direttore generale dell’Aoui, Callisto Marco Bravi, insieme al dottor Di Francesco, alla dottoressa Anna Brunelli, al caposala Marco Fadini, e per la Cisl Pensionati Viviana Fraccaroli, Concettina Cupani, Ugolino Garofolo e altri rappresentanti territoriali.
Bravi ha evidenziato come la tecnologia rappresenti una risorsa fondamentale per la sanità del futuro: «Monitorare quasi cento anziani con questa precisione sarebbe stato impossibile senza strumenti digitali. La telemedicina e la raccolta dati aprono prospettive enormi per la prevenzione».
Secondo Viviana Fraccaroli, segretaria provinciale Cisl Pensionati, il progetto è nato proprio dalla consapevolezza dei cambiamenti demografici: «Verona sta invecchiando rapidamente. Il nostro obiettivo è aiutare le persone a vivere in salute, mantenendo la propria autonomia e dignità, senza gravare sui figli o sui fondi pubblici».
Infine, Concettina Cupani, segretaria generale FNP CISL Veneto e partecipante allo studio, ha ricordato l’importanza della prevenzione: «Dopo i 65 anni ci si trascura spesso, ma è proprio in questa fase che bisogna investire sulla salute: sonno, alimentazione, esercizio fisico e controlli regolari sono la chiave per un invecchiamento sereno».
L’esperienza di Verona diventa così un modello per l’intero territorio regionale, dove la longevità crescente non deve essere solo un dato statistico, ma un traguardo di benessere condiviso.
