(di Francesca Romana Riello ). La nomina è stata ufficializzata a Roma dal presidente nazionale Pasquale Gandolfi. Il presidente della Provincia di Verona entra ai vertici dell’Unione delle Province d’Italia.

Pasini vicepresidente vicario dell’Upi

Flavio Pasini sale ai vertici dell’Unione delle Province d’Italia, il presidente della Provincia di Verona è stato nominato vicepresidente vicario dell’Upi.

La decisione è stata formalizzata ieri a Roma, nel corso della riunione del Comitato Direttivo.

A comunicarla è stato il presidente nazionale Pasquale Gandolfi. Pasini, componente del Direttivo da gennaio 2025, affiancherà ora Gandolfi nella guida dell’associazione. Sostituisce il trevigiano Stefano Marcon e in caso di assenza o impedimento del presidente, ne assumerà le funzioni.

Un incarico che rafforza la presenza del Veneto ai vertici dell’organismo nazionale.

Il Comitato Direttivo è l’organo di indirizzo politico e programmatico dell’Upi: l’associazione rappresenta le Province italiane nei rapporti con Governo e Parlamento.

Negli ultimi anni il dibattito sul ruolo degli enti intermedi non si è mai chiuso.

Riforme annunciate, correzioni parziali, assetti rimasti sospesi. Le Province hanno continuato a garantire servizi essenziali.

Scuole superiori, edilizia scolastica, strade provinciali, pianificazione territoriale. Competenze rimaste, spesso con risorse ridotte.

Pasini vicepresidente vicario dell’Upi

Pasini ha accolto la nomina con un ringraziamento.

«Ringrazio il presidente Gandolfi, il Comitato Direttivo dell’Upi e i colleghi delle Province italiane per la fiducia e il ruolo assegnatomi. Ruolo che eserciterò con orgoglio e impegno».

Il presidente veronese ha richiamato il tema del riordino.

«Verona e il Veneto sono da sempre in prima linea, accanto a Upi nazionale, per un riordino delle Province che riattribuisca loro dignità istituzionale e, soprattutto, risorse atte a garantire servizi e opere fondamentali per i nostri Comuni, i cittadini e le aziende».

Un passaggio che riporta al centro la questione delle competenze.

E delle risorse necessarie per sostenerle.

Pasini ha definito le Province “cerniere” del principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione.

«Principio tutt’altro che astratto, ha spiegato, perché garantisce ai territori, e dunque a chi ci vive e vi opera, di

compiere scelte autonome e legittime nell’interesse delle rispettive comunità».

E ancora: «Quanto meglio funzionano queste cerniere, tanto più si riduce la distanza tra Stato e cittadini».

Parole che delineano la linea che intende seguire nel nuovo incarico.

Un lavoro che si muove sul piano istituzionale, ma con ricadute concrete sui territori.

Pasini vicepresidente vicario dell’Upi
Flavio Pasini

Il ruolo delle Province e la sfida del riordino

Il confronto sul futuro delle Province resta aperto.

Dopo la riforma Delrio, l’assetto degli enti intermedi è rimasto in equilibrio precario.

L’Upi continua a chiedere un quadro normativo stabile e finanziamenti coerenti con le funzioni attribuite.

La vicepresidenza vicaria affidata a Pasini si inserisce in questo scenario: non solo un riconoscimento personale, ma un ruolo operativo, in una fase in cui il dialogo con il Governo è destinato a proseguire.

Il presidente nazionale Gandolfi ha espresso apprezzamento per la disponibilità del collega veronese.

«Tutta la mia stima e la mia riconoscenza al presidente Pasini per aver accolto questo incarico. Sono certo che potrò sempre contare sul suo impegno e sulla sua collaborazione per guidare

questa associazione, nel rispetto delle identità che rappresentiamo e con l’unico obiettivo di sostenere le Province e le comunità che amministriamo».

Il riordino degli enti intermedi resta uno dei nodi aperti dell’agenda istituzionale.

Le Province continuano a gestire scuole, strade e manutenzioni. Con bilanci che impongono scelte non semplici.

La nomina di Pasini arriva in questo contesto: porta Verona dentro il vertice operativo dell’Upi.

E rimette al centro una questione che, al di là delle riforme annunciate, riguarda servizi quotidiani e territori concreti.

Per il presidente scaligero si apre ora una fase diversa. Non solo amministrazione locale. Ma un ruolo che si misura anche a Roma, nel confronto sulle regole e sulle risorse.

Pasini vicepresidente vicario dell’Upi