(di Francesca Romana Riello).Verona torna per quattro giorni al centro della filiera legno-energia. A Veronafiere ha aperto la quindicesima edizione di Progetto Fuoco, rassegna internazionale dedicata agli impianti a biomassa per il riscaldamento domestico e industriale. La manifestazione resterà aperta fino a sabato 28 febbraio.

Progetto Fuoco accende Verona

La filiera legno-energia si ritrova in fiera

Sette padiglioni occupati, 65 mila metri quadrati espositivi, 430 marchi provenienti da 38 Paesi. Numeri che danno la misura di un comparto che in Italia vale oltre 4 miliardi di euro e impiega 72 mila addetti distribuiti in circa 14 mila imprese.

Tra gli stand si passa dalle stufe di ultima generazione ai caminetti dal design minimale, dalle caldaie industriali ai sistemi a pellet per uso domestico. La biomassa legnosa resta oggi la principale fonte rinnovabile nel riscaldamento residenziale: quasi 9 milioni di apparecchi installati e più di 5 milioni di famiglie servite. Un dato che pesa.

L’inaugurazione si è aperta con un videomessaggio del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. «La bioenergia termica da legno è una fonte rinnovabile chiave», ha detto, ricordando come il settore rappresenti un tassello della transizione energetica, ma anche come sia necessario continuare a innovare gli impianti e mantenerli in modo corretto.

Al taglio del nastro presenti il viceministro Vannia Gava, il sindaco Damiano Tommasi, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini, l’assessore regionale Dario Bond, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e il presidente AIEL Domenico Brugnoni.

«La filiera è qui rappresentata a 360 gradi», ha osservato Bricolo, citando i 5.000 prodotti esposti e la necessità di un quadro normativo stabile. Un tema ricorrente, soprattutto in un settore che investe e pianifica su tempi lunghi.

Progetto Fuoco accende Verona

Progetto Fuoco accende Verona

Il nodo energetico attraversa tutti gli interventi. «Non vogliamo subire la transizione, ma governarla», ha detto Gava, richiamando gli strumenti messi in campo negli ultimi anni, dal Conto Termico ai fondi regionali per la sostituzione degli impianti più datati.

Tommasi ha riportato il discorso sul piano locale, parlando di qualità dell’aria e ricambio tecnologico. Pasini ha ricordato come la recente crisi energetica abbia messo in luce i rischi della dipendenza da una sola fonte. Bond ha proposto un confronto strutturato con la Regione per monitorare il comparto e dare continuità alle politiche di sostegno.

Dietro le dichiarazioni resta un dato concreto: la filiera del legno-energia è legata ai territori, alla gestione di boschi e foreste che coprono circa il 30% del territorio nazionale. Un equilibrio non semplice, tra produzione, sostenibilità e norme ambientali.

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Startup e intelligenza artificiale nei padiglioni

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è l’Hub AI, spazio dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella filiera. Sette startup presentano soluzioni che vanno dalla riduzione delle emissioni alla gestione dei crediti di carbonio, fino all’automazione dei macchinari industriali e alla purificazione dell’aria.

Accanto agli stand, workshop e sessioni di presentazione davanti a investitori e operatori. Segno che la partita non è più soltanto produttiva, ma sempre più tecnologica.

Fino a sabato i padiglioni resteranno aperti agli operatori. Tra incontri istituzionali e corridoi affollati, Progetto Fuoco conferma il proprio peso nel calendario fieristico internazionale. E misura, nei fatti, lo stato di salute di un comparto che continua a muovere economia reale, tra incentivi, mercato e nuove regole ancora tutte da scrivere.

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