(Angelo Paratico) Con decreto del Presidente della Repubblica del 13/01/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14/01/2026, è stata fissata nei giorni 22 e 23 MARZO 2026 la data del referendum ex art. 138 della Costituzione per la modifica di alcuni articoli della Costituzione (c.d. “Riforma della giustizia”).  

Il voto all’estero

I residenti, all’estero dovranno votare con il vecchio sistema che, come ha ripetutamente ricordato Antonio Di Pietro, si presta a frodi e imbrogli. I consolati e le ambasciate spediranno a casa dei residenti esteri le schede elettorali dentro a una busta, per posta ordinaria. Queste schede andranno compilate e ritornate alle sedi consolari. Il tutto avviene senza nessun controllo di un documento d’identità e solo il 10% circa di queste schede ritornano al mittente. Il resto, o va perso, oppure chi le riceve non vota.

Siamo certi che il Sì vincerà con un notevole stacco a livello generale, nonostante tutte le false previsioni che vengono diffuse ad arte su certi media italiani. Comunque, la fallacità del voto all’estero lo avevamo sperimentato sulla nostra pelle durante le elezioni politiche del 2018, per la circoscrizione Asia e Oceania. A causa del grande numero di residenti con passaporto italiano, l’Australia è la nazione decisiva in quella particolare circoscrizione e, da quando esiste il voto all’estero, ha sempre espresso dei parlamentari di sinistra.

Questo accade perché molti italiani portano le loro schede presso i molti patronati (sindacati) che si occupano delle loro pratiche pensionistiche, chiedendo a loro di occuparsi della compilazione, dato che si sentono fuori dalle cose italiane e rinunciano a informarsi.

Melbourne, Australia
Melbourne, Australia

ORA FACCIAMO UNA FACILE PROFEZIA

Per dimostrare la giustezza dei nostri sospetti faremo una previsione che difficilmente conoscerà una smentita: nella Circoscrizione Asia Oceania, il NO raccoglierà l’80 per cento di voti, con le più alte punte a Melbourne e a Sydney.

Per cambiare questo increscioso stato di cose bisognerà cancellare l’invio delle buste e invitare tutti i residenti esteri di recarsi presso la propria sede consolare muniti di passaporto o carta d’identità e poi votare come si fa in Italia.

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che questo referendum non ha bisogna di un quorum per passare. E se, per assurdo, un solo elettore si recasse alle urne, ecco che il suo solo voto deciderà per la vittoria del SI’ o del NO. Naturalmente contiamo sul fatto che gli elettori saranno milioni, non uno ed è importante che il parlamento corregga le storture create dal voto all’estero per completare l’opera di Mirko Tremaglia, che aveva offerto agli italiani all’estero la facoltà di votare.  

Il voto all'estero si presta a brogli e va cambiato.