(di Francesca Romana Riello). Verona. La soglia delle 3 milioni di tonnellate è stata superata. I dati sono ancora provvisori, ma il segnale per il mercato italiano del pellet è chiaro: dopo più di cinque anni si torna sopra una quota che il settore considera un riferimento.
Il numero è stato illustrato durante Progetto Fuoco, la rassegna internazionale dedicata alle tecnologie per il riscaldamento a biomassa in corso nei padiglioni di Veronafiere fino al 28 febbraio. Una fiera che, numeri alla mano, resta il principale punto di incontro europeo per la filiera.

Il mercato italiano, tradizionalmente fondato sull’importazione, mostra oggi segnali di maggiore equilibrio. Crescono i produttori certificati, aumenta la produzione interna. Non si tratta di un cambio strutturale, almeno non ancora, ma la tendenza è diversa rispetto alla fase di forte instabilità vissuta negli ultimi anni.
Mercato e approvvigionamenti
Il superamento delle 3 milioni di tonnellate arriva dopo stagioni complicate: prima l’impennata dei prezzi energetici, poi un progressivo riassestamento. Il pellet continua a mantenere una sua competitività rispetto alle fonti fossili, soprattutto nel comparto domestico.
Cuore tecnico della giornata è stato lo European Pellet Forum, organizzato da AIEL insieme allo European Pellet Council e con il supporto di Bioenergy Europe. Per la prima volta l’appuntamento si è svolto in Italia, con Verona scelta come sede.

Al centro degli interventi le dinamiche di mercato europee e l’andamento italiano. Si è discusso delle catene di approvvigionamento globali, della disponibilità di materia prima e del ruolo dei Paesi esportatori extraeuropei, come il Brasile.
Attenzione anche ai flussi provenienti da Austria, Croazia e Francia. Secondo le analisi presentate, parte delle quantità oggi destinate al segmento industriale potrebbero essere dirottate verso quello premium dal prossimo anno. Se accadrà, l’offerta aumenterebbe. Con possibili effetti sui prezzi.
Nel confronto sono entrate anche le principali normative europee, EUDR, RED III, Ecodesign, che nei prossimi anni incideranno in modo significativo su controlli, certificazioni e requisiti ambientali.

Il pellet torna sopra quota tre milioni
Accanto ai dati incoraggianti, restano alcuni nodi aperti. Il Forum ha affrontato il tema delle frodi IVA intra-comunitarie, che alterano la concorrenza, e quello della qualità del prodotto, sempre più centrale per il consumatore finale.
Si è parlato anche di materie prime alternative all’abete, di coerenza tra disponibilità e richieste del mercato e del ruolo delle etichette di qualità. Strumenti utili, se chiari. Più complicato il quadro quando le certificazioni si moltiplicano senza una reale distinzione percepibile.
Chiusura dedicata agli apparecchi domestici a pellet, stufe e caldaie, con un aggiornamento sull’andamento del mercato europeo e italiano. Il comparto guarda alla transizione energetica come a un passaggio che può consolidare la propria posizione, a patto di mantenere competitività e credibilità.

Donne, foreste e territorio
La giornata in fiera ha ospitato anche il convegno “Foreste: femminile, plurale”, promosso dalla Rete Donne Foreste e organizzato da AIEL. Il confronto ha evidenziato la presenza di competenze femminili già radicate nel settore forestale e nel comparto primario.
Il tema non è solo simbolico. Rafforzare la presenza nei luoghi decisionali e nella ricerca significa incidere sull’organizzazione stessa della filiera.
Nel pomeriggio spazio al territorio con l’incontro dedicato ai “Boschi Veneti, tra sviluppo locale e rilancio delle aree montane e rurali”, promosso dal consigliere regionale Alberto Bozza. Sono intervenuti Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile, e Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona.
Al centro il progetto di legge regionale in esame, che punta a valorizzare le funzioni multifunzionali dei boschi veneti e a rafforzare la filiera foresta-legno. Tra le misure previste il sostegno all’associazionismo forestale, l’istituzione della Banca del Bosco Veneto e incentivi economici mirati.
L’obiettivo è favorire una gestione più razionale del patrimonio forestale, pubblico e privato, e promuovere l’utilizzo a cascata del legno: prima nella filiera industriale ed edilizia, poi nella produzione energetica.
In attesa dei dati definitivi, la soglia superata delle 3 milioni di tonnellate resta il segnale più evidente di una fase meno incerta. Non una svolta clamorosa, ma un assestamento che il settore osserva con cautela. E con una certa attenzione ai prossimi mesi.

