(di Francesca Romana Riello).C’è anche la Provincia di Verona nella rete del MuDRi, il Museo Diffuso del Risorgimento che mette in collegamento territori e memorie tra Veneto e Lombardia.

L’adesione è stata formalizzata martedì scorso durante l’Assemblea degli enti già coinvolti nel progetto, riuniti alla Casa del Mantegna, sede espositiva della Provincia di Mantova.

La Provincia di Verona aderisce al MuDRi

Un ingresso che consolida la dimensione interprovinciale dell’iniziativa avviata nel 2021 e ne rafforza la prospettiva.

Il presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini, aveva firmato nei giorni precedenti la delibera propedeutica all’ingresso nel partenariato.

Un atto necessario per consentire al Palazzo Scaligero di entrare a pieno titolo nella rete che oggi riunisce 60 soggetti tra enti locali e istituzioni.

Nel territorio veronese fanno già parte del MuDRi i Comuni di Castelnuovo del Garda, Legnago, Pastrengo, Peschiera del Garda, Sommacampagna, Sona, Valeggio sul Mincio e Villafranca.

Con l’ingresso dell’ente di area vasta, il coordinamento potrà contare su un livello istituzionale ulteriore.

Un passaggio che, nelle intenzioni, dovrebbe rendere più stabile la regia complessiva.

La Provincia di Verona aderisce al MuDRi

La Provincia di Verona aderisce al MuDRi

L’obiettivo è rendere più efficace la programmazione condivisa tra i Comuni veronesi già coinvolti.

Strategie comuni, ma anche una gestione più organica delle iniziative legate al periodo risorgimentale.

Nel Veronese uno dei simboli più rappresentativi è l’Ossario di Custoza, monumento di proprietà della Provincia e luogo centrale nella memoria delle guerre d’indipendenza.

Un sito che, all’interno della rete MuDRi, potrà essere inserito in un percorso di valorizzazione più strutturato.

“Accogliamo con grande soddisfazione l’adesione della Provincia di Verona al MuDRi che, dal 2021, sta costruendo una rete solida e condivisa tra territori profondamente legati alla storia delle campagne risorgimentali”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Mantova, Carlo Bottani.

“L’ingresso della Provincia di Verona rafforza ulteriormente il partenariato, che oggi coinvolge 60 soggetti tra enti locali e istituzioni. È un passaggio significativo che consolida la dimensione interprovinciale del progetto e ne amplia la capacità di coordinamento e programmazione”.

Parole che sottolineano una crescita graduale del progetto, costruita nel tempo.

Non un’adesione formale, ma un ampliamento della rete che punta a rendere più coeso il lavoro tra territori confinanti.

La Provincia di Verona aderisce al MuDRi

Una rete interprovinciale tra memoria e programmazione

Anche il presidente Pasini ha evidenziato il valore strategico dell’ingresso nel MuDRi.

La Provincia di Verona fa il suo ingresso nel percorso, già avviato con competenza dalla Provincia di Mantova, per la promozione del MuDRi nel territorio veronese”, ha spiegato.

“Il Palazzo Scaligero, quale ente di area vasta, potrà sostenere un coordinamento più efficace tra i Comuni per individuare strategie, infrastrutture e scelte condivise per valorizzare il progetto”.

Il MuDRi si configura come una rete diffusa di luoghi e testimonianze che attraversano territori a cavallo tra Lombardia e Veneto, teatro delle principali campagne risorgimentali.

Non un museo tradizionale in senso stretto, ma un sistema territoriale che collega ossari, fortificazioni, monumenti e percorsi storici.

L’Assemblea del 24 febbraio, oltre ad accogliere ufficialmente la Provincia di Verona, ha segnato la ripresa dei lavori delle singole aree alla luce della nuova convenzione.

La Provincia di Verona aderisce al MuDRi

Un momento operativo, ma anche di aggiornamento sulle attività in corso.

La Provincia di Mantova, in qualità di soggetto coordinatore, ha illustrato lo stato della progettazione europea e le linee di sviluppo della comunicazione, considerata uno snodo essenziale per rafforzare l’identità della rete MuDRi.

L’ingresso della Provincia di Verona si inserisce in questa fase di consolidamento.

Ora la sfida sarà tradurre il passaggio istituzionale in iniziative concrete sul territorio, dalla valorizzazione dei siti alla costruzione di percorsi tematici condivisi.

Un lavoro che punta a tenere insieme memoria storica e capacità organizzativa.

Con l’idea, nemmeno troppo nascosta, che la rete possa diventare anche leva culturale e turistica per l’area vasta.

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