Questa mattina, 5 marzo, i ragazzi della Rete degli Studenti Medi hanno esposto uno striscione davanti al liceo Maffei, in occasione della mobilitazione lanciata in molti paesi europei contro il piano di riarmo europeo e la trasformazione delle scuole in luoghi di propaganda bellica.
«Mentre l’Europa spende miliardi in armi e militarizzazione, a noi studenti mancano fondi, spazi, trasporti e diritti. II cosiddetto “riarmo” non è sicurezza: è un attacco al nostro futuro, è la scelta di finanziare la guerra invece dell’istruzione, del welfare, della giustizia sociale».

Gli studenti rifiutano arruolamento volontario che offre come unica prospettiva la guerra
«In questo contesto rifiutiamo il progetto di leva militare volontaria. Questo non è altro che un ricatto costruito sulla precarietà che colpisce la nostra generazione: prima ci negano un lavoro stabile, poi ci offrono l’arruolamento e la guerra come unica prospettiva.” Afferma Zoe Zevio, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona.
«Per questo il 5 marzo abbiamo fatto sentire la nostra voce nelle scuole italiane, insieme agli studenti di tutto il continente. Vogliamo una scuola e un’università di pace, libere dalla guerra, dalla militarizzazione e dagli interessi dell’industria bellica ed esigiamo il reinvestimento dei fondi destinati al riarmo in istruzione, sanità e welfare».

