(di Gianni Schicchi) Il secondo impegno del Ristori Baroque Festival, previsto per lunedì 9 marzo alle 20.30, vedrà la presenza di un nuovo famoso ensemble: l’Akademie für Alte Musik Berlin (Akamus), formazione da camera composta da violino, viola, flauto e clavicembalo. Fondato a Berlino nel 1982.
L’Akamus è tuttora tra i massimi interpreti della prassi storicamente informata ed ha costruito in oltre quarant’anni una reputazione internazionale grazie a programmi di grande inventiva, alla riscoperta di autori come C. P. E. Bach e Telemann e ad un repertorio che dal Barocco si estende fino all’Ottocento. L’ensemble è una presenza regolare sulle principali scene mondiali e protagonista anche in ambito operistico, lavorando con direttori e solisti di primo piano e vantando una discografia vastissima, premiata con i maggiori riconoscimenti internazionali.
Al Ristori proporrà un programma di Sonate a tre scritte da Carl Philipp Emanuel Bach, secondogenito e più famoso tra i figli di Johann Sebastian, dal fratello Wilhelm Friedemann e dallo stesso Johann Sebastian.
La serata si chiuderà con la famosissima pagina dell’Offerta Musicale in re minore, che Johann Sebastian compose nella primavera dei 1747, ma in diverse occasioni, con una ripartizione del ciclo in due blocchi, ciascuno introdotto da un ricercare, che corrisposero ai due successivi invii del musicista al re di Prussia. L’opera comprende due ricercari, nove canoni, una fuga ed una sonata a tre. Vi si trovano dunque riunite, tecniche canoniche e variative allo stato “puro” (i canoni) e tecniche applicate a forme in sé concluse (il ricercare, la fuga, la sonata), disciplina combinatoria, geometria contrappuntistica ed espressione di affetti ed altre procedure, anche moderne (la Sonata a tre) nella prospettiva di una totalità astratta, collocata fuori dal tempo.
Nei cinque Canoni diversi vengono toccate le principali tecniche dell’arte combinatoria. Quasi tutti i canoni sono scritti in forma chiusa, cioè con la sola indicazione della prima voce e del punto di attacco, e alcuni anche in forma enigmatica, con un motto latino per la loro soluzione. Nella Sonata a tre, il contrappunto severo cede il passo ad un discorso musicale più sciolto, quasi galante, che rielabora liberamente il tema regale nel corso dei quattro movimenti. La Sonata, in quanto più legata alla sfera della musica pratica, è anche l’unico brano con esplicita indicazione strumentale (flauto traverso, violino, continuo).
Le circostanze che diedero origine all’Offerta Musicale sono fra i luoghi più noti della biografia bachiana. Invitato a Postdam nel maggio 1747 da Federico II di Prussia, anche notissimo flautista, per assistere ad un concerto, su richiesta dello stesso re, Bach improvvisò due fughe, di cui una a sei voci, su tema inventato dallo stesso monarca. Qualche tempo dopo, queste due fughe nate da un gioco di società dovevano diventare, sotto forma di ricercare a 3 e 6 voci, il punto di partenza di un autentico monumento dell’atte della variazione e del contrappunto che sviluppava, su un piano di superiore astrazione, i precedenti della Variazioni Godberg e della Variazioni canoniche.
