(di Francesca Romana Riello) Cane ucciso e gettato in un bosco: denunciate due persone .Una coda che spunta da un sacco nero abbandonato tra la vegetazione, è da quell’immagine che è partita l’indagine della Polizia Provinciale su un episodio di maltrattamento animale che ha colpito anche gli stessi agenti intervenuti sul posto.
Il corpo di una cagnetta è stato trovato in fondo a una scarpata, in un vajo a nord di Verona. L’animale era stato chiuso in un sacco e gettato nel bosco. Per questo episodio due persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria con l’accusa di uccisione di animale.
A notare quel sacco è stato un cacciatore della zona. Camminando lungo il pendio ha visto qualcosa che non tornava. Si è avvicinato e ha capito subito che si trattava di un animale morto. A quel punto ha avvisato il comando della Polizia Provinciale.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno recuperato il sacco e il corpo della cagnetta.

Il ritrovamento nel vajo e le indagini
L’animale era una femmina adulta di medie dimensioni. Sul capo presentava evidenti ferite,un dettaglio che ha fatto pensare subito a un episodio di violenza.
Gli agenti hanno avviato gli accertamenti partendo dal microchip. Il dispositivo ha permesso di risalire alla storia dell’animale e ai passaggi di proprietà registrati negli anni.
È così emerso che la cagnetta era stata ceduta tempo fa dai proprietari originari a una coppia residente nel Veronese.
Nel frattempo il corpo dell’animale è stato sottoposto ad accertamenti veterinari per chiarire le cause della morte.
Gli esami sono stati eseguiti all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Cane ucciso e gettato in un bosco: denunciate due persone
Dalle indagini è emerso anche che il cane era stato sottoposto in precedenza a un esame ecografico.
Secondo la ricostruzione degli investigatori l’animale avrebbe avuto un tumore e avrebbe avuto bisogno di cure.
L’ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti è che la cagnetta sia stata colpita più volte alla testa fino a essere uccisa.
Successivamente il corpo sarebbe stato chiuso in un sacco e abbandonato nel bosco.
Un gesto che colpisce per la brutalità, ma anche per il modo in cui l’animale è stato lasciato, come se fosse semplicemente qualcosa da buttare.
Per questo un uomo e una donna sono stati denunciati per il reato di uccisione di animale, previsto dal codice penale per chi provoca la morte di un animale per crudeltà o senza necessità. Il reato è punito con la reclusione.
Indagini concluse, ora la parola alla magistratura
Secondo il comandante della Polizia Provinciale Damiano Cappellari la ricostruzione emersa dalle indagini è «cruenta ma plausibile», anche se le responsabilità dovranno essere confermate dall’autorità giudiziaria.
Il lavoro degli agenti è partito da pochi elementi, a cominciare proprio dal ritrovamento nel bosco.
Un contributo importante è arrivato dal cittadino che ha fatto la segnalazione.
Il cacciatore che ha trovato il sacco non si è girato dall’altra parte. Ha chiamato subito le autorità permettendo agli agenti di intervenire e avviare gli accertamenti. Un gesto semplice, ma decisivo.
Ora sarà la magistratura a stabilire se l’ipotesi investigativa troverà conferma anche sul piano giudiziario.

