(Ercole Gagliano) Si dice che Trump abbia ordinato l’attacco all’Iran per distogliere l’attenzione dagli Epstein-files che lo coinvolgerebbero.Probabilmente è vero, ma non nel senso che si pensa.
Tra le varie opzioni, l’attacco all’Iran era ed è quella meno utile anzi la più nefasta per gli USA e, assolutamente, anche per Trump.
Donald ha vinto le elezioni grazie alla promessa di “mai più guerre per gli USA”, impegnandosi a porre termine a quelle in corso (Ucraina e Gaza in particolare). Avrebbe ben potuto “distrarre” i suoi elettori dando corso all’operazione Cuba, peraltro già annunciata, con modalità del tutto simili a quelle per il Venezuela: un manipolo di teste di cuoio che sequestrano Miguel Diaz Canel ed eventuale entourage con conseguente vero o presunto regime-change senza (eccessivo) spargimento di sangue.
Avrebbe avuto l’appoggio ed il plauso dei suoi elettori e soprattutto dei profughi cubani residenti in USA nostalgici di Fulgencio Batista. L’attacco all’Iran non comporta invece alcun vantaggio agli USA né utilità diretta per Donald.
Anzi.

La guerra all’Iran ha ricadute interne negative sulla salute politica di Trump
Nuovo sangue anche americano, una pressione sulle materie prime che, anche se con effetti non istantanei come per l’Europa, fa salire il costo della vita pure in USA con risvolti pesanti per la “salute politica” del presidente americano. Si pensi che secondo una analisi del Center for Strategic and international Studies, soltanto le prime 100 ore della campagna militare statunitense contro Teheran sono costate agli USA 3,7 miliardi di dollari, a fronte di soli 196 milioni di costi operativi già previsti nel bilancio del Pentagono. Quindi, già dopo le prime 100 ore 3,5 miliardi non sono coperti e potrebbero richiedere nuovi stanziamenti del Congresso USA.
Perché allora l’opzione dell’attacco all’Iran? Torniamo ad Epstein ed ai suoi files.
Jeffrey Epstein era un professore di liceo di modeste origini ebraiche. La sua ascesa sociale in pochissimi anni ha dell’inspiegabile, se non con una sistematica, intensa e remunerativa attività di spionaggio e ricatto ad altissimo livello, come peraltro emerso nella deposizione alla Commissione di vigilanza da parte di Bill Clinton di pochi giorni fa.

Le numerose ed altrimenti non giustificabili telecamere a Little St.James nelle Isole Vergini lo attestano senza ombra di dubbio. Si tratterebbe, oltre che di stupri di minorenni, anche di torture a bambini. Oltre che di sé stesso a favore di chi poteva lavorare Epstein se non del Mossad e quindi di Israele?
E’ solo una ipotesi certo, ma la sola che può dare una spiegazione all’attacco all’Iran da parte di Donald: gli Epstein-files censurati in patria, sono nella loro piena integrità e completezza nelle mani del Mossad e quindi di Israele che solo potrà trarre vantaggio dalla guerra all’Iran.
Come per Troia (Elena transitata da Sparta a Ilio), anche questa potrebbe essere una guerra per questioni di donne, quelle minorenni di Epstein, transitate tramite files dalle Isole Vergini, al Mossad ?
D’altra parte, siamo sempre in Asia Minore ..
