( di Francesca Romana Riello) Colà di Lazise finisce in cima alla classifica. E non è una di quelle classifiche che ci si aspetta per una frazione affacciata sul Garda, con l’aria tranquilla dei paesi dove ci si conosce tutti. Eppure, in un momento in cui la corsa al passaporto non accenna a rallentare, è proprio qui, in questo piccolo ufficio postale della Riviera, che si concentra il numero più alto di pratiche avviate in tutta la provincia di Verona.
Seicentoquarantasei passaporti elettronici richiesti. Primo posto nel Veronese. Un dato che, a dirlo così, sembra quasi improbabile. E invece racconta benissimo quello che sta succedendo, silenziosamente, in tanti comuni come questo: la gente ha smesso di fare la valigia per andare in questura a Verona. Ha scoperto che può fare tutto a due chilometri da casa.

I numeri che sorprendono
Il fenomeno, guardato dall’alto, ha dimensioni che non ti aspetti. Negli uffici postali di Verona e provincia sono state presentate oltre ventimila richieste di passaporto. Una su tre arriva dai centri piccoli, quelli sotto i quindicimila abitanti, dove le domande hanno già superato quota 13.900. Un risultato che ha portato la provincia scaligera al primo posto in Italia per utilizzo del servizio. Nel capoluogo, nei dieci sportelli cittadini, le richieste superano invece le seimila.
Sono numeri che raccontano uno spostamento vero, non solo geografico. Qualcosa nella mentalità delle persone sta cambiando. L’ufficio postale non è più solo il posto dove si paga il bollettino o si ritira un pacco. È diventato, per molti, il primo punto di contatto con lo Stato.

Passaporti, Colà di Lazise record di richieste all’ufficio postale “Da noi si viene volentieri”
A Colà, dietro allo sportello, c’è Francesco Vurro. È lui il responsabile dell’ufficio, ed è lui che ogni mattina si trova davanti persone con le più diverse storie e le più diverse urgenze.
«Molti clienti si informano, chiedono come funziona il servizio e prenotano l’appuntamento», racconta. «Da quando la possibilità di richiedere il passaporto è stata attivata abbiamo visto un aumento continuo delle richieste».
Il ritmo, dice, si è fatto ancora più intenso nelle ultime settimane. «Solo negli ultimi tre giorni abbiamo gestito sei pratiche». Non è un numero astronomico, in assoluto. Ma per un ufficio di paese, in tre giorni, è tutto.
Cosa li spinge a venire qui invece che altrove? La risposta, per Vurro, è quasi ovvia. «La comodità del servizio è l’aspetto che viene apprezzato di più. L’alternativa sarebbe andare fino a Verona. Qui invece la procedura è rapida e nel giro di qualche settimana il passaporto arriva direttamente a casa con il portalettere».
Arriva il portalettere, bussa alla porta e ti consegna il documento. Come un tempo, ma con dentro dati biometrici e un chip. Quasi buffo.
Chi sono i clienti dello sportello gardesano
Allo sportello di Colà arrivano persone con esigenze molto diverse, e vale la pena raccontarle perché dicono qualcosa di questo territorio.
C’è chi ha bisogno del passaporto per lavoro, un consulente, qualcuno che fa su e giù con l’estero ogni mese. C’è chi studia fuori dall’Italia e deve rinnovarlo prima che scada. C’è chi lavora già all’estero e abita ancora qui, nella casa dei genitori o in un appartamento sul lago. E poi ci sono molti stranieri residenti, che hanno costruito la loro vita su questa sponda del Garda e ora hanno bisogno dei documenti per muoversi.
Ma c’è anche un’altra categoria, forse quella più inaspettata: chi lo richiede senza avere un viaggio già in programma. Semplicemente, sapendo che si può fare a pochi minuti da casa, decide di anticipare i tempi. Lo mette nel cassetto. Per sicurezza, per comodità, o forse solo perché finalmente non c’è più una scusa per rimandare.

Il progetto dietro al fenomeno
Tutto questo rientra in Polis, l’iniziativa con cui Poste Italiane sta trasformando migliaia di uffici nei piccoli comuni in veri sportelli di prossimità, capaci di offrire anche servizi pubblici. L’idea, nella sua semplicità, è quasi rivoluzionaria: portare le pratiche dove vivono le persone, invece di costringerle a inseguirle.
Dal 10 marzo 2026 sono 6.007 gli uffici postali dove è possibile richiedere o rinnovare il passaporto. Di questi, 5.586 fanno parte della rete Polis nei comuni sotto i quindicimila abitanti. I restanti 421 si trovano nelle grandi città: Verona, Bologna, Roma, Firenze, Milano, Napoli.
Grazie a questa rete, sono già stati rilasciati oltre 181mila passaporti. Una fetta importante arriva dal Nord Est: 59.643 documenti, con Verona che guida con 20.119 richieste, seguita da Vicenza con 13.688 e Treviso con oltre 7.700.

Come funziona, in pratica
La procedura è semplice. Si porta un documento di identità valido, il codice fiscale, una fotografia. Si pagano i diritti: 42,70 euro, più il contrassegno telematico da 73,50 euro. In caso di rinnovo, serve anche il vecchio passaporto oppure la denuncia di smarrimento o furto.
Gli operatori raccolgono i dati biometrici, impronte digitali ,foto e trasmettono tutto all’ufficio di polizia competente.
Poi si aspetta. E quando il documento è pronto, arriva a casa. Con il portalettere, come si diceva.
A Colà di Lazise lo sanno bene, ormai. Sono primi in provincia. E da queste parti, ormai, non sembra più nemmeno una sorpresa

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