Falstaff, l’ultima opera di Giuseppe Verdi, torna in scena al Teatro Filarmonico di Verona con quattro recite in programma dal 22 al 29 marzo. La commedia lirica ispirata a Shakespeare inaugura il suo ritorno domenica 22 marzo alle 15.30, seguita dalle repliche del 25, 27 e 29 marzo, in un allestimento dinamico e dal taglio contemporaneo firmato dal regista Jacopo Spirei.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Arena sale il maestro Giuseppe Grazioli, alla guida di un cast di alto livello che vede protagonista il baritono Marco Filippo Romano al debutto nel ruolo di Falstaff. Accanto a lui, Marta Mari (Alice Ford), Vittoriana De Amicis (Nannetta), Marianna Mappa (Meg Page), Anna Maria Chiuri (Mrs Quickly), Luca Micheletti (Ford) e Marco Ciaponi (Fenton), con Blagoj Nacoski, Matteo Macchioni e Mariano Buccino a completare il cast.
Composta nel 1893 su libretto di Arrigo Boito tratto da Le allegre comari di Windsor e da Enrico IV, Falstaff rappresenta il sorprendente congedo teatrale di Verdi: una commedia brillante e raffinata che, con leggerezza e profondità, riflette sull’uomo e sulla società. Lontana dai toni drammatici delle opere precedenti, questa partitura si distingue per il ritmo serrato, la ricchezza orchestrale e una scrittura musicale innovativa che ha influenzato il teatro musicale del Novecento.
Il nuovo allestimento, proveniente dal Teatro Regio di Parma, unisce la tradizione della drammaturgia verdiana a una visione scenica contemporanea, con un’estetica “british” e un linguaggio accessibile. La regia di Spirei, al suo debutto al Filarmonico, punta a restituire tutta la vitalità e la modernità dell’opera, trasformando la vicenda in un racconto attuale, capace di parlare al pubblico di oggi.

Nelle sue note di regia, Spirei descrive Falstaff come «un dono tanto grande quanto leggero», un’opera che vive di equilibrio e ritmo, in cui ogni elemento è essenziale. Il protagonista diventa così una figura fuori dagli schemi: un uomo libero, che sfugge alle convenzioni sociali e alle categorie morali, incarnando una satira pungente della società borghese. In questa lettura, Falstaff è al tempo stesso positivo, negativo e neutro, capace di mettere in crisi le certezze del mondo che lo circonda.
L’allestimento si muove quindi lungo una linea di ricerca che mira a rendere il messaggio verdiano immediato e contemporaneo, spogliandolo di sovrastrutture e restituendolo in una chiave “popolare”. Il percorso del protagonista, alle prese con un mondo che cambia e che sembra escluderlo, diventa una riflessione universale sul tempo che passa, sul desiderio di restare vivi e presenti, fino a culminare in una grande risata collettiva. Un’ironia sottile e intelligente che, come sottolinea lo stesso regista, rappresenta uno degli insegnamenti più profondi dell’opera.
Ad arricchire il programma, una serie di iniziative collaterali: giovedì 19 marzo, alle 18, l’opera sarà presentata al pubblico nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica con un incontro gratuito a cura del critico Giovanni Gavazzeni. Sabato 21 marzo, sempre alle 18, il Teatro Filarmonico ospiterà la proiezione del film Shakespeare in Love, nell’ambito della rassegna “Musica e Cinema”.
Con Falstaff, Verdi chiude la sua carriera con un sorriso amaro e lucidissimo, affidando al celebre finale – “tutto nel mondo è burla” – una riflessione senza tempo sulla natura umana. Un’opera che continua a parlare al presente, capace di attraversare epoche e sensibilità con intatta forza espressiva.
