(di Gianni Schicchi) Giovedì 19 marzo ore 20.30al Teatro Ristori: ecco per la prima volta (crediamo) approdare al Ristori Baroque Festival il flauto dolce della giovane olandese Lucie Horsch, una specialista ormai assurta alla notorietà internazionale dopo aver rappresentato i Paesi Bassi nell’ Eurovision Young Musicians del 2014 (a soli quindici anni) e aver ricevuto due anni dopo il premio “Giovane talento” del Concertgebouw di Amsterdam.
Avviata allo studio del flauto a becco all’età di cinque anni, ottenne fama nazionale all’età di nove anni, quando un suo concerto sulla riva del Prinsengracht venne trasmesso dalla televisione olandese. Ha studiato poi al conservatorio di Amsterdam nella classe di flauto di Walter van Hauwe e in quella di pianoforte di Marjes Benoist e successivamente di Jan Wijn. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album, una raccolta di concerti per flauto a becco di Vivaldi, per il quale ha vinto il Premio Edison.
Nel 2019 ha pubblicato un secondo album di musica barocca, accompagnata dall’Academy of Ancient Music, con cui ha ottenuto il premio Opus Klassik. Nel 2020 ha ricevuto pure il Nederlandse Muziekprijs.
Quando la si ascolta ad un concerto si ha la sensazione di ascoltare cento flauti diversi perché utilizza in realtà dieci diverse varianti del flauto diritto: dal recorder, soprano rinascimentale fino al “flauto di voce”, in una continua, stupefacente “Metamorfosi”. Al Ristori sarà accompagnata dal liutista francese Thomas Dunford in un dialogo di grande brillantezza e raffinatezza stilistica tra musiche barocche e curiosità musicali.
Il suo repertorio è sconfinato e va dalla musica popolare olandese a Kurtág, da Bach a Berio, da Telemann a Stravinskij, autori affrontati anche al Ristori unitamente a Telemann, Couperin, Vivaldi, Marais e Debussy.
