(di Francesca Romana Riello). FAI, un weekend dentro i luoghi che non si vedono mai: c’è un momento, ogni anno, in cui Verona cambia prospettiva. Non perché si aggiungano nuovi monumenti, ma perché si aprono quelli che di solito restano chiusi.

Succede nel fine settimana delle Giornate FAI di Primavera, che sabato 21 e domenica 22 marzo tornano con la trentaquattresima edizione. In tutta Italia saranno oltre 780 i luoghi aperti. Ma è nella dimensione locale che l’iniziativa prende davvero forma.

FAI, un weekend dentro i luoghi che non si vedono mai
Villa Carlotti

Porte aperte su una Verona nascosta

Verona e la sua provincia partecipano con un itinerario che tiene insieme storia istituzionale, architettura e memoria diffusa. Non grandi attrazioni: luoghi meno visibili, e proprio per questo spesso più sorprendenti.

«È grazie alla sinergia con il territorio e con le sue istituzioni, custodi di straordinarie bellezze, che i cittadini hanno l’opportunità di conoscere luoghi normalmente chiusi al pubblico», spiega Maria Cristina Motta, capo delegazione FAI di Verona. «Un grazie particolare va ai volontari che rendono possibile tutto questo».

FAI, un weekend dentro i luoghi che non si vedono mai
Villa Nichesola-Camis

FAI, un weekend dentro i luoghi che non si vedono mai

Il centro dell’edizione veronese è Palazzo della Prefettura, in via Santa Maria Antica. Un edificio che molti attraversano con lo sguardo ogni giorno, passando da piazza dei Signori, ma che pochi hanno davvero varcato.

Dentro si legge la città per strati: la Verona medievale di Cangrande, le sale affrescate, gli ambienti istituzionali ancora in uso. Non è un museo. Continua a funzionare, e per due giorni si lascia guardare anche dall’interno.

A Caprino Veronese il ritmo cambia. Villa Carlotti, oggi sede del municipio, racconta un’altra storia: quella di un edificio che ha

cambiato pelle senza perdere la funzione pubblica. La Sala dei sogni, con le sue decorazioni, è il punto più riconoscibile, ma è l’insieme che vale la visita.

Più nascosto è il complesso di Santa Maria di Onè, sempre nel territorio di Caprino. Colonia estiva, proprietà religiosa, poi silenzio. Oggi torna accessibile alla vigilia di un intervento di riqualificazione. L’apertura ha una sfumatura diversa dalle altre: è quasi un ultimo sguardo prima che il luogo cambi.

FAI, un weekend dentro i luoghi che non si vedono mai
Verona, Palazzo della Prefettura

Tra palazzi istituzionali, ville e pievi millenarie

A Palazzolo di Sona non si entra in un edificio: si percorre un borgo. Due chilometri tra strade, edifici storici e tracce di un passato che ha lasciato segno nell’identità del territorio.

A guidare il percorso saranno gli Apprendisti Ciceroni del liceo artistico Carlo Anti, in abiti d’epoca cuciti da loro stessi. Il punto di arrivo è la pieve di Santa Giustina, chiusa da oltre due anni per restauro e riaperta proprio in questi giorni. Dentro, affreschi che attraversano i secoli.

Le visite sono organizzate a gruppi contingentati, con partenze cadenzate e un contributo minimo richiesto. Dietro c’è una rete che di solito non si vede: volontari, studenti, associazioni, amministrazioni.

Per qualche giorno, però, tutto questo viene allo scoperto. Esattamente come i luoghi che apre.

FAI, un weekend dentro i luoghi che non si vedono mai
Verona, Palazzo della Prefettura