2 anelli di verde per rendere più bella e vivibile Verona

(Giorgio Massignan) Con il rischio di ripetermi, torno su un tema che mi sta a cuore, “il sistema del verde” nella nostra città.

Grazie alle opere di fortificazione degli austriaci, Verona avrebbe la possibilità di realizzare un Anello Verde comprendente un sistema di 12 forti, il primo campo trincerato austriaco, realizzati dopo i moti del 1848 all’esterno delle mura magistrali, per collegare forte Chievo a forte Santa Caterina.

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Si tratterebbe di un anello verde lungo le aree agricole rimaste libere dall’edificazione, di larghezza variabile da 100 a oltre 1.000 metri e lungo oltre 30 chilometri sull’esempio delle “Green belt” inglesi.

Ma, rispetto all’esperienza britannica avrebbe un valore aggiunto molto più qualificante perché unirebbe, con percorsi verdi pedonali e ciclabili, tre ambiti di grande valore paesaggistico: la collina, l’Adige e la pianura.

Sarebbe un anello verde all’esterno della cinta fortificata cittadina che, con i cosiddetti “raggi verdi”, potrebbe collegare le fortificazioni dei campi trincerati asburgici, le antiche corti agricole e le cave, sia quelle dismesse, che quelle attive ma destinate alla chiusura e i parchi naturalistici in essere o in progetto.

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Inoltre, interesserebbe anche i quartieri di borgo Roma, Golosine, Santa Lucia, San Massimo e borgo Milano, zone che hanno pagato e stanno pagando il prezzo più alto in termini di cementificazione del territorio, scarsità di verde, inquinamento e terreni agricoli dequalificati.

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Da questo anello “i raggi verdi”, sfruttando anche i sentieri campestri esistenti, potrebbero collegare e comunicare con le aree piantumate dei proposti parchi allo Scalo merci della Ferrovia, alla Spianà, delle Mura, della Collina e con l’esistente Parco dell’Adige.

Un secondo anello verde potrebbe essere rappresentato dal Parco delle mura che comprende, per circa 11 chilometri, l’intera cinta delle mura magistrali e di quelle scaligere e, nella parte collinare, le quattro Torri Massimiliane e i forti Biondella, San Mattia e Sofia.

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