(Antonella Traina) A Montorio nel 1984 è nato il Comitato Fossi. «All’inizio –racconta il presidente Claudio Ferrari– ci siamo costituiti come un comitato creato per difendere l’ambiente e tutelare la salute. Allora avevamo il problema dell’inquinamento delle acque e delle risorgive causato, per lo più, dagli allevamenti dei maiali che si trovano in Lessinia e che scaricavano i liquami nel Torrente Squaranto. Ora siamo una associazione di volontariato regolarmente registrata in Regione».

«L’altopiano veronese è un territorio carsico, con un terreno permeabile. Quando piove l’acqua penetra in profondità fino alle risorgive, di cui Verona è sempre stata ricca, e che attingono proprio all’acqua della Lessinia».
Nel corso degli anni gli obiettivi del Comitato sono cambiati e si sono ampliati. «Dal carattere ambientale il Comitato è passato ad occuparsi anche del territorio tout court. Abbiamo pubblicato testi e libri vari per far conoscere il territorio dove abitiamo. Tra questi un libro sul Castello di Montorio e un altro sulle acque».

E’ del 2006, poi, un censimento di tutti i fossi del paese che evidenzia come, sin dal Medioevo, Montorio fosse il centro di una ricca attività artigianale e industriale proprio per la ricchezza di fiumi, fossi e acque correnti.
«Siamo partiti dal presupposto che conoscere un territorio implichi anche una maggiore consapevolezza del valore che ha. E che quindi, sia necessario attivarsi per tutelarlo e proteggerlo».
La zona di Montorio è molto particolare proprio per la presenza di risorgive e la presenza di numerosi fossi e canali. «In realtà c’è un fiume principale, il Fibbio, che attraversa il territorio. Nel 1550 e nel 1600 la popolazione locale iniziò a scavare e realizzare i numerosi canali che presero il nome dalle famiglie che li avevano realizzati»
I canali servirono allo sviluppo di una fiorente attività artigianale e industriale. A Montorio esistevano mulini, concerie, “fabbriche” di tessuti, rinomato era il feltro che si necessitavano dell’acqua come fonte di energia. Per tutelare e valorizzare questo territorio così particolare il Comitato ha promosso l’istituzione di un vero e proprio Parco delle risorgive e del fiume Fibbio. «Il Comune ha già fatto due mozioni e ora siamo in attesa che parta l’iter regionale per la realizzazione appunto del Parco».

