Confartigianato: imprese senza tutele nei lavori privati: urgono soluzioni

L’edilizia artigiana è preoccupata per una nuova ondata di rincari dei materiali che starebbe per arrivare dal 1° di aprile.

“Potrebbero essere in arrivo ulteriori aumenti dei prezzi dei materiali – afferma Pietro Paolo Fattori, Presidente di Confartigianato Costruzioni Verona, alcuni magazzini hanno già provveduto a comunicarlo alle imprese del settore. Ad essere colpiti potrebbero essere soprattutto i prodotti legati al petrolio, dal bitume all’energia, dal polistirolo alla lana di roccia, senza dimenticare i costi di trasporto che sono già aumentati di circa il 15%”. 

Confartigianato evidenzia come il sistema delle costruzioni regionale stia vivendo una fase di forte pressione, aggravata dall’instabilità geopolitica internazionale e dalle tensioni sui mercati energetici.

A subire aumenti potrebbero essere proprio diversi prodotti chiave per i cantieri: il polistirolo per cappotti termici: +15%, legato all’andamento del petrolio; la lana di roccia: fino al +30%, a causa dei costi energetici del processo produttivo; le pitture: +5%; i trasporti: +15%; il bitume per guaine e altro: +20%; i tubi in Pvc : 20%; i latterizi come coppi e mattoni: +20%.

maurer 1020143 1280

Secondo Confartigianato Veneto, che ha rilevato i prezzi sul campo, altri materiali, come cartongesso e rasanti, risultano al momento più stabili, ma arrivano già da precedenti rialzi; ad esempio, cartongesso e cemento hanno registrato aumenti attorno al +10%. 

A Verona e provincia 5 mila imprese artigiane nell’edilizia

In provincia di Verona l’edilizia artigiana conta circa 5.000 imprese, che occupano intorno ai 10.000 addetti, mentre in Veneto il comparto conta 35.700 imprese – tra edili, marmisti, pittori e posatori – e rappresenta circa un terzo dell’intero tessuto artigiano regionale, dando lavoro a quasi 65.000 addetti. Un sistema diffuso e capillare che oggi risente in modo diretto delle tensioni sui prezzi delle materie prime e dei costi energetici.

“Sembrava che, conclusa la fase del Superbonus 110%, i prezzi potessero rientrare – spiega Thomas Fantin, Presidente della federazione edilizia di Confartigianato Imprese Veneto – invece assistiamo a una nuova crescita che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese. Nel comparto dei lavori pubblici, le imprese possono oggi contare su uno strumento di protezione introdotto dal nuovo Codice degli appalti (D.Lgs. 36/2023), l’articolo 60 prevede infatti l’obbligo di inserire nei contratti clausole di revisione prezzi, ma chi lavora nel privato non ha tutele”.

PIETRO PAOLO FATTORI
Pietro Paolo Fattori

Secondo il Codice degli appalti, quando i costi dei materiali superano determinate soglie (3% per i lavori), scatta un meccanismo automatico di adeguamento basato su indici ufficiali, che consente di compensare gran parte degli aumenti: un cambio di paradigma importante, che evita alle imprese di lavorare in perdita e contribuisce a garantire la continuità dei cantieri pubblici anche in contesti economici instabili.

“Per gli interventi nel mercato privato tali tutele non ci sono – spiega il veronese Fattori, quindile imprese sono costrette ad assorbire direttamente gli aumenti o a rinegoziare i contratti già sottoscritti. Manca un sistema di compensazione automatica come quello previsto negli appalti pubblici e ciò mette in serie difficoltà le aziende di piccole dimensioni. Confartigianato, a livello regionale e provinciale, chiede al Governo interventi concreti e immediati: velocizzazione dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, semplificazione e maggiore rapidità nel versamento di IVA e ritenute fiscali, incentivi per l’autoproduzione energetica nei cantieri e nelle sedi aziendali”

A tali criticità si aggiungono poi quei fattori che incidono negativamente sulla liquidità corrente, come ad esempio la ritenuta d’acconto dell’11% sui cosiddetti “bonifici parlanti” e il meccanismo dello split payment. “Un’ipotesi di ristoro – concludono da Confartigianato – potrebbe essere quella di limitare i meccanismi di anticipazione di cassa a carico delle imprese, favorendo quantomeno una più rapida compensazione tramite crediti d’imposta con procedure semplificate e tempi certi. Riteniamo importante, poi, rafforzare il monitoraggio sull’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione per prevenire fenomeni distorsivi”.