Il Vangelo secondo il Dollaro, è l’ultimo saggio scritto da Stefano Valdegamberi, veronese. Che è sì uno che fa politica, consigliere regionale di lungo corso, ma che, fatto abbastanza raro, è anche uno che studia, che si pone degli interrogativi che vanno anche oltre i confini del contingente.

Con questo libro si propone di offrire una chiave di lettura critica della geopolitica contemporanea, mettendo in discussione la narrazione dominante che interpreta l’ordine internazionale come il risultato spontaneo della cooperazione tra democrazie.
L’analisi si fonda sull’idea che le dinamiche globali non possano essere comprese esclusivamente attraverso categorie ideali come libertà, sicurezza e democrazia. Al contrario, il lavoro evidenzia il ruolo determinante di fattori strutturali quali finanza, debito ed energia, che orientano le decisioni strategiche delle grandi potenze.
Il dollaro strumento di potere globale
Al centro della riflessione si colloca il dollaro, non solo come valuta, ma come strumento di potere globale. In particolare, viene approfondito il tema del debito pubblico statunitense e del cosiddetto “privilegio esorbitante”, concetto analizzato da Barry Eichengreen, che consente agli Stati Uniti di sostenere livelli di indebitamento difficilmente replicabili da altri Paesi, rafforzando al contempo la propria egemonia economica e politica.

Il lavoro si articola in un percorso strutturato che accompagna il lettore attraverso le principali dimensioni della potenza americana. In primo luogo, viene analizzata la continuità strategica della politica estera degli Stati Uniti, interrogandosi se essa rappresenti un progetto di predominio globale o una forma di garanzia della stabilità internazionale.
Successivamente, il lavoro ricostruisce la transizione dal gold standard al sistema dei petrodollari, evidenziando come economia, energia e strategie di potere siano strettamente interconnesse. Questa trasformazione ha segnato una svolta decisiva nella storia economica contemporanea, consolidando il ruolo del dollaro come valuta di riferimento globale.
La geopolitica energetica
Ampio spazio è dedicato alla geopolitica energetica, con particolare attenzione al rapporto tra petrolio, dollaro e potere dagli anni ’70 a oggi. In questo contesto, le risorse energetiche emergono come uno dei principali fattori di conflitto e competizione internazionale.
Il lavoro affronta inoltre il tema delle cosiddette “dittature amiche” e “nemiche”, mettendo in luce come la distinzione tra regimi accettabili e minacce globali sia spesso legata a interessi economici e strategici più che a principi etici. Viene così evidenziato il ruolo delle narrazioni nella legittimazione delle politiche estere e nella costruzione del consenso.

Il caso italiano
Un capitolo è dedicato al caso italiano, analizzando il percorso di crescita economica del Paese tra sovranità limitata e pressioni esterne, a partire dal Piano Marshall fino alle dinamiche contemporanee. Questo approfondimento consente di osservare come le logiche globali si riflettano anche nelle economie nazionali.
Particolare attenzione viene rivolta ai tentativi di de-dollarizzazione e alle reazioni che essi suscitano sul piano geopolitico, incluse sanzioni, interventi militari e conflitti indiretti. In questo quadro, il controllo del dollaro e delle risorse strategiche emerge come una leva fondamentale del potere internazionale.
Guerre e energia
Questa chiave interpretativa viene applicata anche ad alcuni casi concreti della geopolitica contemporanea, tra cui il conflitto tra Russia e Ucraina, le tensioni con Iran e le dinamiche relative al Venezuela. In questi contesti, le questioni legate all’energia, al sistema finanziario internazionale e al ruolo del dollaro risultano centrali per comprendere le scelte strategiche e le forme di intervento adottate.
Il lavoro sviluppa inoltre il tema del rapporto tra narrazione e interesse, mostrando come la retorica democratica venga spesso utilizzata per giustificare decisioni guidate da logiche economiche e strategiche. Tale dinamica viene interpretata anche alla luce di una forma di “machiavellismo strategico”, in cui il fine tende a giustificare i mezzi nell’ambito della competizione tra Stati.
Verso il multipolarismo
Nella parte finale, l’analisi si concentra sulle trasformazioni in atto nel sistema internazionale. Il predominio del dollaro, pur rimanendo centrale, appare sempre più sfidato da processi di de-dollarizzazione e dall’ascesa di nuove potenze. Viene quindi esaminata la possibilità di una transizione verso un sistema monetario multipolare, caratterizzato da una crescente interdipendenza tra Stati Uniti e Cina e da dinamiche riconducibili al cosiddetto dilemma del prigioniero.
In conclusione, il lavoro si interroga sulla possibilità di costruire un ordine internazionale multipolare fondato non solo sull’equilibrio di potere, ma anche su principi di giustizia ed etica condivisa. L’obiettivo è offrire strumenti interpretativi utili a distinguere tra narrazione ufficiale e interessi reali, contribuendo a una comprensione più lucida e consapevole delle dinamiche geopolitiche contemporanee.

