Seguire un percorso riabilitativo direttamente da casa, davanti a un computer o a uno smartphone, è oggi una realtà per quasi 300 pazienti seguiti nel territorio dell’ULSS 9. Il servizio, sviluppato dall’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione degli ospedali di Ospedale di Marzana e Ospedale di Bovolone, rappresenta un’evoluzione significativa nata dopo la pandemia grazie all’uso di tecnologie avanzate come sensori e realtà virtuale.
I benefici sono evidenti: i pazienti possono svolgere gli esercizi nelle proprie abitazioni, evitando spostamenti e ottimizzando tempi e risorse, mentre i fisioterapisti li seguono a distanza come in presenza. Questo ha contribuito anche a ridurre le liste d’attesa, liberando posti nelle palestre riabilitative.

Il sistema si basa su tecnologie di bio-feedback: sensori applicati al corpo trasmettono i movimenti a un dispositivo digitale, permettendo al paziente di visualizzarli su uno schermo attraverso interfacce simili ai videogiochi o avatar virtuali. Tablet forniti dall’ULSS 9 o app dedicate consentono di eseguire programmi personalizzati, con scenari interattivi che aumentano motivazione e coinvolgimento.
Avviata in via sperimentale a Marzana durante la pandemia, la teleriabilitazione è stata progressivamente estesa ad altre strutture: dal 2023 a Bovolone, nel 2024 al distretto di Verona (via del Capitel) e nel 2025 anche all’Ospedale di San Bonifacio, coinvolgendo anche il servizio di fisioterapia.
I numeri della teleriabilitazione
I numeri confermano la crescita: dai 26 pazienti del 2022 si è passati a 99 nel 2023, 142 nel 2024 fino a quasi 300 nel 2025. Un ruolo importante è svolto anche nel supporto alle donne operate al seno: oltre 20 pazienti stanno seguendo percorsi riabilitativi da casa, su circa un centinaio seguite dal Dipartimento.
L’impatto organizzativo è rilevante: nel 2025, su 411 ricoveri a Marzana, solo il 7% dei pazienti ha proseguito la riabilitazione in ambulatorio, mentre il 30% ha continuato da casa grazie alla teleriabilitazione, contribuendo alla riduzione delle attese.

Come sottolinea il direttore del Dipartimento, Gaspare Crimi, il successo è legato anche al lavoro di un team multidisciplinare che valuta l’idoneità dei pazienti e personalizza i percorsi, rivolti a diverse patologie, da quelle ortopediche a quelle neurologiche.
Anche il gradimento è elevato: circa il 90% dei pazienti valuta positivamente l’esperienza, considerandola uno strumento efficace per il recupero e consigliandola ad altri.
La teleriabilitazione si conferma così un ponte tra ospedale e domicilio, capace di accompagnare il paziente verso una maggiore autonomia con modalità innovative ed efficaci.

