(di Gianni Schicchi) Dopo i primi titoli d’opera, con cui ha arricchito i suoi programmi del primo trimestre 2026 al Filarmonico, la Fondazione Arena prosegue nella sua proposta artistica affrontando ora il repertorio sinfonico. Venerdì 3 aprile si inaugura infatti la Stagione Sinfonica 2026 con Orchestra, Coro e quattro solisti d’eccezione, schierati per un concerto che presenta un capolavoro noto in una veste inedita per Verona: la Petite Messe solennelle, ultima grande opera di Rossini, nella versione orchestrata da lui stesso, che però non riuscì mai ad ascoltare. 

Si inizia alle ore 19, per consentire alle 20.45 la via Crucis del Vescovo davanti all’Arena, e si replica sabato 4 aprile alle 17. Ogni fine settimana, fino al termine di maggio, ci sarà al Filarmonico un programma sinfonico diverso con grandi interpreti di oggi. 

La Petite Messe solennelle sarà guidata dal maestro Sebastiano Rolli, apprezzato direttore in ambito lirico e sinfonico, nonché profondo conoscitore della prassi esecutiva dell’Ottocento, che torna a Verona per affrontare l’ultima opera di Rossini. Non un melodramma, ma il più ricco e complesso lavoro, di quelli che il compositore chiamava i suoi “peccati di vecchiaia. La Messe solennelle, che vide la luce nel 1864, era anche “Petite” perché destinata ad un organico ridotto, da salotto: dodici voci, solisti compresi, due pianoforti e un armonium. 

Ma, spinto dall’entusiasmo delle reazioni, Rossini si convinse a provvedere egli stesso alla strumentazione per grande orchestra, prima che lo facessero altri autori meno attenti di lui all’equilibrio tra voci e strumenti. La prima esecuzione della Petite Messe solennelle nella nuova veste orchestrale, avvenne a Parigi, dove il Maestro abitava già da decenni, ma nel 1869 era già defunto da un anno e la première divenne un commosso omaggio postumo a uno dei talenti più rivoluzionari della musica del XIX secolo. 

Nella storia di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico, la Petite Messe solennelle fu eseguita già cinque volte, tra il 1981 e il 2018, ma sempre nella stesura originaria “da camera”. Venerdì 3 e sabato 4 aprile verrà eseguita invece per la prima volta nella versione ultima di Rossini con un grande organico. Il Maestro Rolli dirigerà l’Orchestra di Fondazione, il Coro preparato da Roberto Gabbiani e un quartetto di solisti tra i più apprezzati interpreti del belcanto di oggi: il soprano Vasilisa Berzhanskaya, il mezzosoprano Anna Werle, il tenore Dave Monaco e il basso Michele Pertusi. (g.s.)