In Italia abbiamo 590.000 stranieri over 60 e ci sono circa 45.000 immigrati con disturbi cognitivi o demenza. E’ il risultato di. Lo Immidem, la prima iniziativa nazionale dedicata alla demenza nelle persone con storia migratoria residenti in Italia coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nel 2019 oltre 4.500 immigrati sono stati presi in carico dai servizi specialistici, ma con risorse ancora insufficienti: solo il 6,7% dei centri dispone di materiale informativo multilingue, il 10,5% ha accesso a interpreti professionali e il 37,3% può contare sulla presenza di un mediatore culturale.
La capacità di adattare le valutazioni cognitive è altrettanto limitata: solo il 2,3% dei CDCD utilizza procedure diagnostiche adeguatamente adattate e appena l’1,2% impiega strumenti cross culturali validati.
Gli stranieri con demenze sono più giovani
Gli immigrani risultano mediamente più giovani al momento della valutazione (73,0 vs 78,5 anni), parlano male l’italiano (21,9% dei casi) e hanno reti familiari più fragili, cosa che rende più difficile l’assistenza.
Il progetto Immidem ha curato la traduzione in italiano di strumenti per la valutazione cognitiva cross culturale. Il processo ha garantito equivalenza semantica e culturale, rendendo disponibili strumenti più appropriati per persone con background educativi e linguistici eterogenei. Centrale, in questo ambito, è anche il contributo dei mediatori culturali, essenziali per una valutazione accurata e culturalmente appropriata
I risultati epidemiologici, clinici e organizzativi del progetto indicano la necessità di rafforzare equità, accesso e sensibilità culturale nei percorsi diagnostici e assistenziali destinati alle persone con demenza in un Paese sempre più diversificato.
Garantire equità di accesso e percorsi appropriati è un principio cardine del Piano Nazionale Demenze e un obbligo etico prima ancora che organizzativo. Rafforzare le competenze interculturali, integrare valutazioni cross culturali, coinvolgere le comunità di immigrati e aggiornare i sistemi informativi sono passi indispensabili per costruire una sanità più capace di leggere la complessità della nostra società.

