Verona si conferma tra i poli d’eccellenza nella cura delle patologie cerebrali grazie alla radiochirurgia stereotassica. Nel 2025 l’Unità dipartimentale di Stereotassi Gamma Knife dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata ha superato per la prima volta la soglia dei mille trattamenti annui, raggiungendo quota 1.063 procedure. Un risultato che colloca il centro scaligero al vertice nazionale tra i nove attivi in Italia e tra i pochi in Europa con volumi così elevati.
L’attività, in costante crescita, richiama pazienti da tutto il Paese: il 75% dei casi proviene infatti da fuori regione. Complessivamente, in 36 anni di attività, sono oltre 16.000 le persone curate a Verona con questa metodica, mentre a livello mondiale si stimano circa due milioni di trattamenti.
Interventi senza bisturi e recupero rapido
La grande maggioranza delle procedure viene eseguita con Gamma Knife, una tecnica di neuroradiochirurgia che consente di colpire con estrema precisione la lesione cerebrale attraverso radiazioni ionizzanti, senza necessità di incisioni. Nel 2025 sono stati 999 i trattamenti effettuati su 734 pazienti.
Questa tecnologia permette di raggiungere anche aree profonde del cervello, riducendo al minimo il rischio di danni ai tessuti sani circostanti. I benefici per il paziente sono significativi: drastica riduzione degli effetti collaterali e ritorno alle normali attività in pochi giorni, generalmente senza bisogno di riabilitazione.
Accanto alla radiochirurgia, sono stati eseguiti 64 interventi con tecniche stereotassiche minimamente invasive, tra cui ultrasuoni focalizzati per i disturbi del movimento e stimolazione cerebrale profonda (DBS) per patologie come il Parkinson e il tremore.
Dalle neoplasie alle malattie funzionali
Le applicazioni della metodica sono ampie e riguardano sia pazienti adulti sia pediatrici. Vengono trattate lesioni oncologiche intracraniche – come metastasi, meningiomi, neurinomi e adenomi ipofisari – ma anche patologie vascolari e funzionali, tra cui malformazioni artero-venose, cavernomi, nevralgia trigeminale e tremori.
Particolare rilievo assume l’attività in ambito pediatrico: le malformazioni artero-venose rappresentano infatti la seconda causa di emorragia cerebrale prima dei 18 anni. In questo ambito, l’unità veronese collabora stabilmente con centri di riferimento come l’Istituto Gaslini di Genova e l’ospedale Regina Margherita di Torino.
Diretta dal dottor Antonio Nicolato, l’Unità è tra le più longeve in Europa, attiva con Gamma Knife dal 1993. Inserita nel Dipartimento di Neuroscienze guidato dal dottor Giampietro Pinna, opera in stretta sinergia con neurochirurgia, neuroradiologia, fisica sanitaria e anestesia, garantendo un approccio multidisciplinare altamente specializzato.
Il team comprende neurochirurghi, radioterapisti oncologi e fisici sanitari dedicati, in grado di gestire l’intero percorso terapeutico, dalla pianificazione alla somministrazione del trattamento.
Accanto all’attività clinica, il centro veronese si distingue anche per la produzione scientifica: oltre 150 pubblicazioni su riviste internazionali, numerosi contributi a congressi e partecipazioni a eventi di rilievo europeo.
Questo impegno ha portato il dottor Nicolato alla presidenza della Società Europea di Gamma Knife, mentre il neurochirurgo Michele Longhi è entrato nel comitato educazionale della Società europea di neurochirurgia stereotassica, con un ruolo attivo nella formazione delle nuove generazioni.
«Il nostro centro è attivo dagli anni ’90 e oggi celebriamo un traguardo significativo – sottolinea Nicolato –. Siamo l’unico centro italiano ad aver raggiunto questi numeri in un anno, grazie a una precisione millimetrica che consente di trattare il cervello senza interventi invasivi».
Dello stesso avviso Michele Longhi, che evidenzia come la radiochirurgia permetta di affrontare tumori, malformazioni vascolari e disturbi funzionali “senza incisioni, attraverso raggi gamma focalizzati direttamente sulla patologia”.
Un ruolo centrale è svolto anche dalla radioterapista Anna D’Amico, unica figura in Italia dedicata stabilmente a un centro Gamma Knife: «Il mio compito è definire ed eseguire i piani di trattamento in collaborazione con neurochirurghi e fisici».
Tra i pazienti, il musicista e docente Marco Vincenzi racconta la propria esperienza: «Sono stato trattato nel 2019 con un unico intervento di 55 minuti. Nel pomeriggio ero già a casa e ho potuto riprendere subito la mia attività».
Un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica, unita a competenze specialistiche, possa tradursi in cure efficaci, meno invasive e con un impatto ridotto sulla qualità della vita dei pazienti.
