(Claudio Beccalossi) Come (purtroppo) da copione d’un film disfattista. Altra deturpazione individuata dell’arrendevole civiltà di base in un tratto verde, dall’inizio asfaltato alla buona, vituperato da scarti e rifiuti di vario genere, tra strada della Genovesa e via Apollo (per la precisione, nei pressi dell’entrata dal retro della Motorizzazione Civile verso il Centro prove autoveicoli, accessibile provenendo dall’incrocio tra viale delle Nazioni e strada della Genovesa).

Il complesso è ora interessato da un intervento di rifacimento generale che riguarda gli ambiti della stessa Motorizzazione Civile (struttura di controllo tecnico e di funzione amministrativa dei veicoli, di competenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), in abbinata con l’erigendo nuovo comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Verona, adesso ancora ubicato in via Polveriera Vecchia 12.

L’indecorosa realtà persiste da tempo senza soluzioni od impedimenti definitivi, nel ricambio continuo di scorie dalle multi-tipologie (anche inquinanti) di cui anonimi hanno voluto disfarsi con modalità più mascalzone che semplicemente abusive. Nonostante segnalazioni alle autorità competenti ed articoli pubblicati sulla vergognosa discarica clandestina in… brutta vista, un equivocato tacito consenso sembra giustificare massicce ed indecenti ulteriori azioni di contaminazione dell’area. Forse (ma si tratta d’un forse alquanto patetico) sarebbe bastato risistemare e rafforzare il guardrail abbattuto dai soliti ignoti per impedire o scoraggiare l’accesso alla “piazzola dello scandalo”…

Periodiche verifiche di abitanti della zona, propensi ad una corretta salvaguardia dell’ambiente attorno per dovuto interesse di vita, hanno confermato la cattiva prassi dell’abbandono di residui edilizi e ciarpame vario, poi tolto di mezzo in qualche operazione estrema di bonifica. Prassi che, purtroppo, ritorna puntualmente a far danni alteranti l’habitat, anche per fuochi appiccati ieri ed oggi a componenti infiammabili.

Scempio ambientale…e anche amianto
Cataste di pianali in legno e di ondulati in plastica (per fortuna non d’Eternit, il famigerato marchio registrato di fibrocemento, composto da cemento ed amianto, le cui fibre di quest’ultimo costituente sono risultate drammaticamente nocive all’organismo umano) sono ora disseminati nel luogo. Ma non solo. Pure detriti ed inerti da costruzione e demolizione, frantumi di laterizi e servizi igienici, vetrate rotte, immondizie in cumulo ed in sacchi dalle “misteriose” consistenze.
Perfino il sedile scassato di un’auto ed un logoro divano diventato scomodo od ingombrante per i suoi cafoni proprietari. Nessuna panacea all’orizzonte?
