E la crisi demografica si aggrava

( p.d.) Ad aggravare la crisi demografica che sta mettendo seriamente a rischio il futuro dell’Italia e del Veneto, continua l’emorragia di giovani che se ne vanno per andare a lavorare all’estero o a Milano, dove maggior sono le opportunità specie per i laureati in certe discipline, soprattutto economiche.

Della crisi della natalità, che dopo aver colpito l’Italia fin dagli anni ’80 ora investe tutta Europa, se ne parla da tempo senza peraltro riuscire a fermarla. Questione economica, ma anche e soprattutto culturale, legate entrambe al tipo di società in cui siamo immersi. Ma se a questi due fattori s’aggiunge quello della fuga dei giovani e dei cervelli, il fenomeno s’aggrava e rischia di diventare dirompente e di accelerare il declino del nostro popolo.

Ecco allora che, dopo decenni di disattenzione e sottovalutazione del problema, c’è qualcuno che cerca di tamponare l’emorragia. 

giovani 1

In Veneto, per esempio, il presidente Alberto Stefani, ha pensato alle “borse d’impiego”,  un’integrazione regionale per compensare i salari bassi proposti dalle imprese, che sono una delle cause principali dell’emigrazione dei giovani.
Com’è noto l’Italia è il paese europeo dove i salari sono tra i più bassi, ma non il costo della vita.
Il che ha l’effetto devastante di condizionare ulteriormente la vita dei giovani, impedendo loro di metter su casa e di farsi una famiglia, andando così ad aggravare ulteriormente la denatalità. Un gesto di attenzione e di buona volontà, ma che è destinato ad incidere relativamente su un fenomeno che ha raggiunto dimensioni ampie.

In 10 anni se ne sono andati 51 mila giovani

Nel decennio 2013 al 2023 se ne sono andati a lavorare altrove ben 51.102 giovani tra i 18 e i 39 anni, con una andamento esponenziale. Nei prossimi 10 anni si prevede che arriveremo a perderne più di 200 mila.

Ma non è che un problema che mette a rischio non solo la capacità produttiva del nostro territorio, ma l’esistenza stessa del nostro popolo, lo si può affrontare con provvedimenti parcellari. Ai giovani bisogna dare un futuro, pagarli di più, permettere loro di metter su famiglia con politiche abitative adeguate, ma soprattutto bisogna dare loro una prospettiva per il futuro, delle idee forza che li motivino a rimanere in Veneto e in Italia.

Ma per far questo ci vuole un cambio di passo, una rivoluzione culturale che, nonostante il governo di centrodestra, ancora non s’è vista.