(di Francesca Romana Riello). Musei e salute, Verona costruisce percorsi condivisi di partecipazione: I Musei Civici e Ulss 9 Scaligera hanno firmato un accordo. L’obiettivo è chiaro: fare dei musei spazi attivi per chi è seguito dai servizi socio-sanitari, non solo luoghi da visitare.
Anziani, persone con disabilità, minori, utenti in carico ai servizi. Non visitatori occasionali da accompagnare, ma persone per cui costruire percorsi su misura: laboratori, visite guidate, attività educative pensate insieme. L’Ulss individua i destinatari e segue i percorsi; i musei mettono a disposizione spazi, competenze, collezioni. Nella rete entra anche l’Associazione Oltre Magy’S, già attiva sul territorio e coinvolta nella co-progettazione.

La cultura come leva di benessere
Il nodo non è aprire i musei. È renderli davvero attraversabili che è un’altra cosa, e più complessa.
Accessibilità è una parola che ritorna spesso nei documenti, molto meno nella pratica. Qui il tentativo è stringere: un piano operativo condiviso, almeno un Open Day annuale al Museo di Storia Naturale e al Museo Archeologico al Teatro Romano, e un monitoraggio congiunto per capire cosa funziona davvero e dove invece ci si ferma.
“Una nuova interessante collaborazione che mette in relazione i Musei Civici con l’Ulss 9 Scaligera, sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini. Le parti riconoscono così l’importanza di lavorare insieme per promuovere iniziative di welfare culturale rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione all’accessibilità, al benessere e alla partecipazione”.

Musei e salute, Verona costruisce percorsi condivisi di partecipazione
Qualcosa, in realtà, si è già mosso prima della firma.
Al Museo di Storia Naturale è stato sviluppato con Oltre Magy’S un progetto per costruire percorsi accessibili alle persone con disabilità o fragilità. Al Museo Archeologico al Teatro Romano è stato progettato un percorso di visita all’edificio del teatro, elaborato insieme ad altre realtà cittadine, con l’obiettivo di togliere barriere che non sono solo fisiche.
Dai progetti ai percorsi concreti: l’accordo si innesta nel progetto regionale Turismo Sociale ed Inclusivo nel Veneto, che negli anni ha già messo in relazione soggetti diversi del territorio. Il passaggio adesso è un altro: dare continuità a quello che finora è rimasto episodico.
La differenza si vedrà lì. Non nell’evento singolo, non nell’Open Day che si esaurisce in una mattina.
Far partecipare davvero le persone richiede tempo, presenza, ritorni.

