(di Francesca Romana Riello). Tricolore e seggi, il via libera.

Tre provvedimenti diversi, messi in fila nella stessa seduta. E un dato che, più degli altri, restituisce il clima dell’aula: il voto arriva largo, in alcuni casi unanime. Il Consiglio comunale approva una mozione per rafforzare l’esposizione del tricolore negli spazi pubblici, dà il via libera allo spostamento dei seggi elettorali fuori dalle scuole e avvia l’iter per il passaggio della frazione Rizza al Comune di Villafranca.

Non sono temi omogenei, ma stanno dentro una stessa traiettoria: simboli, organizzazione, territorio. E un’impostazione che, almeno in questa seduta, non si traduce in scontro.

Tricolore e seggi, il via libera

Ottant’anni di Repubblica, Tricolore e seggi il via libera

Si parte dal tricolore. La mozione prende le mosse da due ricorrenze: gli 80 anni della Repubblica e i 160 anni dall’annessione di Verona al Regno d’Italia. Non un richiamo generico, ma un contesto che riporta il tema dentro una dimensione più ampia.

L’impegno è semplice, almeno sulla carta: aumentare la presenza della bandiera italiana sui pennoni, nelle piazze, sulle porte cittadine. Dove possibile, affiancarla a quella europea e della Regione Veneto.

Il voto è netto, senza contrari. E nel dibattito emerge con più forza la posizione dei gruppi di centrodestra, che spingono su un’idea concreta di presenza del simbolo, meno astratta.

Paolo Rossi di Verona Domani lo dice in modo diretto: esporre le bandiere non basta, vanno anche mantenute. Il punto non è solo simbolico, ma materiale. Stesso ragionamento per Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia, che richiama il rischio opposto: installazioni improvvisate o lasciate deteriorare nel tempo.

Poi c’è un passaggio che prova ad allargare il campo. Lorenzo Didonè di Dts sposta il discorso fuori dai palazzi: il tricolore, osserva, dovrebbe tornare anche nella quotidianità, nelle case, nelle occasioni pubbliche. Non solo un elemento istituzionale, ma qualcosa di più diffuso.

Il risultato è un voto che chiude senza attriti: 29 favorevoli. Un tema identitario che, almeno in questo caso, non divide.

Tricolore e seggi, il via libera

Seggi fuori dalle scuole, parte la sperimentazione

Il secondo passaggio è molto più pratico. Dove si vota. O meglio: dove si voterà, se il percorso andrà avanti.

La mozione che chiede di individuare sedi alternative agli edifici scolastici passa all’unanimità. L’obiettivo è chiaro: evitare la chiusura delle scuole durante le consultazioni, con tutte le conseguenze che questo comporta per famiglie e organizzazione didattica.

Rossi, primo firmatario, tiene il punto su una linea prudente: non una rivoluzione immediata, ma una fase sperimentale. Si parte da alcune sezioni, si valuta, si corregge. Un percorso graduale, nelle intenzioni.

Dal centrodestra arriva una spinta più decisa. Giacomo Piva insiste sulla necessità di modernizzare il sistema e liberare le scuole da un utilizzo che oggi appare superato. Barbara Tosi porta esempi concreti, citando altri territori dove si vota già fuori dagli edifici scolastici, e indica biblioteche e spazi pubblici come possibili soluzioni.

Mariotti, anche qui, allarga lo sguardo. Parla di voto digitale, tema che resta lontano dall’applicazione immediata ma che entra nel dibattito come prospettiva. Un segnale, più che una proposta operativa.

Resta tutto il resto, che non è secondario: trovare spazi adatti, garantire sicurezza, accessibilità, copertura dei costi. È qui che la partita si giocherà davvero. Ma il primo passo è stato fatto.

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Rizza verso il referendum per il passaggio a Villafranca

Il terzo punto riporta il Consiglio sul terreno del territorio. La proposta approvata avvia l’iter per il passaggio della frazione Rizza sotto il Comune di Villafranca.

I numeri raccontano una situazione che si trascina da tempo: poco più di 2.400 abitanti divisi tra tre comuni. Un’unità urbanistica, ma una frammentazione amministrativa che negli anni ha creato più di una difficoltà, soprattutto nella gestione dei servizi.

Il riferimento resta la consultazione del 2023. Hanno partecipato in oltre mille e il risultato è stato netto: la maggioranza ha indicato Villafranca come approdo.

Adesso il passaggio è istituzionale. Entro il 30 aprile la richiesta alla Regione, poi, se l’iter andrà avanti ,il referendum tra i residenti.

Il voto in aula, 21 favorevoli, è un passaggio necessario ma non conclusivo. La decisione vera arriverà con il voto dei cittadini.

Nel dibattito emergono alcune cautele. Non tanto sul percorso in sé, quanto sugli effetti: perdita di superficie, riduzione, seppur limitata, della popolazione. Questioni sollevate, ma senza irrigidimenti.

In chiusura, la seduta torna su temi più quotidiani. Forza Italia segnala la situazione di via Tunisi, con la raccolta differenziata non effettuata da giorni. Lista Tosi interviene sul degrado nel centro storico e sull’aumento di fenomeni come l’accattonaggio organizzato.

Didonè porta invece l’attenzione sul caro energia, con possibili ricadute su imprese e logistica in un territorio che resta nodo strategico. Patrizia Bisinella interviene su due fronti: il taglio degli alberi in via Preare, contestato da cittadini, e i problemi del sistema di streaming delle sedute, che rende difficile seguire i lavori.

Temi diversi, senza un filo unico apparente. Ma che, messi insieme, riportano il Consiglio dentro la città reale. Dove le decisioni si misurano poi, inevitabilmente, con quello che succede fuori dall’aula.

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