Si è chiuso con numeri rilevanti il 2025 per il Pronto soccorso e Trauma center dell’ospedale di Borgo Trento a Verona, confermando il ruolo strategico della struttura come principale punto di riferimento per l’emergenza-urgenza del territorio. Oltre 55 mila gli accessi registrati nell’arco dell’anno, con il 16% dei pazienti che ha necessitato di ricovero.
Il 2026 si è invece aperto sotto il segno dei grandi eventi, con il coinvolgimento della struttura sanitaria nella gestione delle cerimonie legate a Milano Cortina 2026. In occasione della chiusura delle Olimpiadi invernali e dell’apertura delle Paralimpiadi, il sistema di emergenza è stato ulteriormente rafforzato, mettendo alla prova e consolidando i protocolli per le maxi-emergenze.
Per garantire un’adeguata risposta operativa, è stato predisposto un potenziamento del personale in servizio, con l’inserimento di due medici, due infermieri e due operatori socio-sanitari in aggiunta agli organici ordinari. Un’organizzazione che ha consentito di affrontare gli eventi senza criticità, confermando l’efficacia di un modello già sperimentato in precedenti situazioni complesse.
«La formazione e l’aggiornamento continuo del personale rappresentano un pilastro fondamentale – sottolinea il direttore del Pronto soccorso, Ciro Paolillo –. Per il 2026 sono già in programma nuovi percorsi formativi mirati a rafforzare ulteriormente la capacità di risposta coordinata in caso di emergenze di grande scala».
Analizzando nel dettaglio i dati del 2025, emerge una distribuzione degli accessi che vede circa il 50% classificati come codici bianchi, il 29% arancioni, il 10% gialli, il 10% verdi e il 3% rossi. Numeri che restituiscono una fotografia articolata della domanda di assistenza, ma che evidenziano soprattutto una tendenza sempre più marcata: l’invecchiamento della popolazione.
Sono infatti oltre 15 mila gli accessi di pazienti anziani, pari a più di un quarto del totale. Nel dettaglio, 8.800 persone appartengono alla fascia tra i 75 e gli 84 anni, circa 6 mila hanno più di 85 anni e si contano anche 51 pazienti centenari. Una presenza significativa che comporta una maggiore complessità nella gestione clinica, dovuta sia alla pluralità delle patologie sia alla frequente atipicità dei sintomi.
Questi fattori richiedono percorsi diagnostici più approfonditi e tempi di osservazione più lunghi, incidendo sulla permanenza media in Pronto soccorso. «Se da un lato è essenziale essere pronti alle maxi-emergenze – conclude Paolillo – dall’altro è altrettanto importante affrontare con continuità le emergenze quotidiane, spesso meno visibili ma legate alla fragilità degli anziani».
In questa prospettiva, il Pronto soccorso di Borgo Trento sta rafforzando la collaborazione con i servizi territoriali e con le strutture geriatriche, con l’obiettivo di sviluppare percorsi assistenziali dedicati e garantire una presa in carico tempestiva e coordinata dei pazienti più fragili. Un impegno che guarda al futuro, in un contesto demografico in continua evoluzione.
