(David Benedetti*) Pasqua è la festa delle sorprese. Si scarta l’uovo, si spera nel cioccolato buono e soprattutto nella sorpresa giusta. Anche la scuola, però, ha il suo uovo di Pasqua. Solo che al rientro dalle vacanze la sorpresa, spesso, è meno dolce di quanto ci si aspetti.
Gli studenti torneranno in classe con il consueto bagaglio pasquale: qualche pagina di ripasso rimandata, un compito “quasi finito” e la promessa eterna – “prof, dopo Pasqua recupero tutto”. Intanto le verifiche li attendono pazienti dietro l’angolo, pronte a ricordare che il calendario scolastico non conosce pause spirituali.
Gli insegnanti, invece, scarteranno un uovo decisamente più burocratico. Dentro potrebbero trovare una nuova circolare ministeriale, un aggiornamento del registro elettronico che nessuno aveva chiesto e magari l’ennesima piattaforma da imparare a usare. Non mancherà, probabilmente, qualche novità sui concorsi o sulle abilitazioni: un puzzle normativo in continua evoluzione che rende la carriera scolastica simile a un gioco dell’oca, dove a ogni casella si riparte quasi da capo.
Poi c’è la sorpresa più attesa dell’anno: la maturità. O meglio, la nuova maturità, che ogni stagione scolastica sembra cambiare forma come una sorpresa di plastica dentro l’uovo. Commissioni, prove, griglie di valutazione, colloqui: tutto pronto, almeno fino alla prossima circolare.
Nel frattempo la scuola continua a fare quello che fa da sempre: insegnare, nonostante tutto. Tra un modulo da compilare e un programma da finire, tra una riunione e una verifica, resta ancora lo spazio per una spiegazione riuscita, una domanda intelligente, un momento in cui qualcuno capisce davvero qualcosa.
La vera sorpresa nell’uovo di Pasqua
Forse è proprio questa la vera sorpresa nell’uovo di Pasqua della scuola: scoprire che, sotto gli strati di carta colorata della burocrazia, il cioccolato – quello vero – c’è ancora.
*Insegnante Liceo Scientifico
