La guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran sta provocando effetti a catena su energia, inflazione e tassi di interesse. Ciò influenza anche il mercato immobiliare.
Vediamo cosa succede a Verona. Ce lo spiega l’architetto Paolo Padovani, titolare dell’agenzia l’Immobiliare.com di via 4 Novembre.

L’aumento del costo dei carburanti e dell’energia ha influenza sul mercato immobiliare?
«Certo. Negli ultimi mesi l’aumento dei costi energetici, con l’impatto su famiglie e imprese, ha conseguenze anche sul mercato immobiliare.
Innanzitutto perché provoca il rincaro dei materiali edili, il che rende più costose nuove costruzioni e ristrutturazioni. Poi, l’inflazione determinata dai rincari, riducendo il potere d’acquisto frena il mercato e a questo s’aggiunge la crescita dei tassi di interesse, guidati dalle politiche della Banca Centrale Europea.
Tutti fattori che stanno modificando il comportamento degli acquirenti».

E per quanto riguarda Verona?
«
Nonostante il contesto Verona continua a dimostrare una buona tenuta. Le ragioni sono soprattutto strutturali.
Abbiamo una domanda abitativa stabile, specie in centro, Borgo Trento, Ponte Crencano-Pindemonte, Veronetta e le Torricelle.
La città rimane attrattiva sia per i residenti che per gli investitori.
La limitata disponibilità di immobili di qualità sostiene i valori di mercato. A questo s’aggiunge che ci sono sempre più stranieri interessati agli immobili veronesi, soprattutto a quelli di pregio».

VERONA copia

Il mercato immobiliare a Verona tiene

Quindi il mercato non è in crisi
«No. Però è entrato in una fase più selettiva. Che vuol dire tempi più lunghi di vendita soprattutto per gli immobili con valore di vendita “non ben tarato” o che non hanno tutte le peculiarità ricercate dal mercato. Si pensi banalmente al “fattore garage”.
Il punto chiave non è il crollo dei prezzi, ma il cambio di equilibrio tra domanda e offerta.
Oggi i tempi di vendita sono leggermente più lunghi e c’è maggiore attenzione al prezzo da parte degli acquirenti che si traducono in più trattative. Inoltre si cominciano a notare le prime difficoltà di accesso al credito per alcuni profili.
Con i tassi in potenziale aumento, molte famiglie attendono piuttosto che affrontare rate più elevate. Questo, nel breve periodo, potrebbe ridurre la platea di acquirenti».

E’ più commerciabile un appartamento grande o piccolo?
«A Verona, come nella maggior parte delle città turistiche si registra il calo dei tassi di occupazione delle locazioni turistiche, cui s’aggiunge la nuova fiscalità che da gennaio grava su di essi.
Il risultato è la messa sul mercato di tante piccole unità non più utilizzate come locazione turistica.
Contemporaneamente si regista la minor attrattività di quel grande patrimonio edilizio anni ’60/’70 costituito da appartamenti molto grandi, convenienti da frazionare sino a qualche tempo fa perché troppo costosi da ristrutturare e per i quali sta leggermente calando la richiesta.
La ricerca ed acquisto dell’appartamento per locazione turistica ha dato grande euforia al mercato immobiliare veronese, reimmettendo sul mercato, frazionati, immobili che sarebbero altrimenti stati venduti con difficoltà -si pensi ai piani rialzati e primi- e che oggi è in forte calo».

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l’architetto Paolo Padovani

Per chi vuol vendere è il momento buono o è meglio aspettare?
In un mercato ancora solido ma in evoluzione, il timing diventa fondamentale. Vendere oggi significa intercettare una domanda ancora presente e attiva, beneficiando di valori immobiliari ancora sostenuti.
Aspettare potrebbe significare entrare in un mercato più competitivo e meno favorevole per i venditori.

In ultima analisi come si presenta il mercato immobiliare a Verona alla luce della grave crisi internazionale che stiamo vivendo?
Il mercato immobiliare veronese resta uno dei più solidi a livello locale. Ma sta cambiando. In un contesto segnato da inflazione in potenziale crescita, tassi in crescita e incertezza economica, la differenza la farà sempre di più il momento in cui si decide di vendere ed oggi siamo ancora in una fase ancora favorevole, anche se si registrano i primi attendismi.