Accessi record e territorio ancora fragili

I Pronto Soccorso della città continuano a registrare numeri elevati, confermando una pressione costante sul sistema sanitario locale. Negli ultimi mesi, il flusso di pazienti non accenna a diminuire, con migliaia di accessi che mettono a dura prova medici, infermieri e strutture ospedaliere.

Secondo i dati più recenti, gli accessi ai Pronto Soccorso veronesi restano ben al di sopra della media stagionale, con picchi nelle ore serali e nei fine settimana. A incidere è una combinazione di fattori: l’invecchiamento della popolazione, la difficoltà di accesso alla medicina di base e la carenza di servizi territoriali pienamente operativi.

Uno dei nodi principali riguarda proprio la rete sanitaria extra-ospedaliera. Le Case di comunità, pensate per alleggerire il carico sugli ospedali, ancora non funzionano. E la mancanza di personale sanitario limita la capacità di presa in carico dei pazienti fuori dal pronto soccorso.
Di conseguenza, anche situazioni non urgenti finiscono per confluire nei reparti di emergenza, contribuendo a rallentare i tempi di attesa e a congestionare i servizi. I codici minori, che potrebbero essere gestiti altrove, rappresentano una quota significativa degli accessi totali.

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Gli operatori sanitari segnalano un carico di lavoro crescente e condizioni spesso difficili, mentre i cittadini lamentano attese prolungate e difficoltà nell’ottenere risposte rapide. Il sistema, pur garantendo le emergenze più gravi, mostra segni evidenti di affaticamento.
Sul fronte istituzionale, il tema è ormai al centro del dibattito politico locale e regionale.


Si moltiplicano le richieste di interventi strutturali: potenziamento della medicina territoriale, assunzioni straordinarie e riorganizzazione complessiva dei servizi sanitari.
La sfida, per Verona, sarà quella di riequilibrare il rapporto tra ospedale e territorio, trasformando un sistema oggi sotto pressione in una rete più efficiente e capillare. Nel frattempo, i Pronto Soccorso restano il punto di riferimento principale per migliaia di cittadini, confermando il loro ruolo cruciale ma anche la necessità urgente di cambiamento.