Si continua a parlare di tutela dell’agricoltura attraverso agevolazioni fiscali, ma, osserva la CIA , Agricoltori Italiani di Verona, la realtà è ormai evidente: il problema non sono più le accise in sé, bensì il costo reale dell’energia, che incide in modo diretto e determinante sui costi di produzione.

Il carburante agricolo non rappresenta un consumo privato, ma un fattore produttivo essenziale. A differenza di altri settori, non è comprimibile né facilmente sostituibile: senza gasolio, semplicemente, non si produce.

Nella provincia di Verona, sulla base dei dati disponibili, il consumo di gasolio agricolo supera le 30.000 tonnellate annue, pari a circa 35 milioni di litri utilizzati per lavorazioni, semine, trattamenti e raccolte. Un dato che assume oggi un rilievo ancora più strategico alla luce dell’avvio delle semine primaverili, fase in cui si concentra una quota significativa dei consumi annuali.

Il costo del gasolio per l’agricoltura

Attualmente, il gasolio agricolo viene pagato dagli agricoltori tra 1,20 e 1,45 euro al litro. A fronte di un livello di sostenibilità stimato in 0,80 euro al litro, si registra un differenziale medio di circa 0,50 euro. Le conseguenze economiche sono pesanti: nelle condizioni attuali, il maggior costo supera i 15 milioni di euro annui.

Negli ultimi anni il prezzo del gasolio agricolo è passato da circa 0,80 euro al litro agli attuali livelli, mentre il beneficio fiscale è rimasto sostanzialmente invariato. Questo dimostra chiaramente che la leva fiscale, da sola, non è più sufficiente a proteggere il settore.

Serve quindi un cambio radicale di approccio. Le misure da adottare devono essere strutturali e immediate:

  • azzeramento delle accise sul gasolio agricolo;
  • introduzione di un meccanismo che garantisca un prezzo finale netto non superiore a 0,80 euro al litro, indipendentemente dall’andamento del mercato;
  • riconoscimento dell’energia agricola come fattore strategico nazionale.

Si tratta di interventi indispensabili non solo per sostenere le imprese agricole, ma anche per garantire la programmazione delle attività da oggi fino alla fine dell’anno.

È necessario che i parlamentari del territorio si attivino con urgenza presso il Governo per ottenere risposte concrete e tempestive.
Occorre abbandonare schemi ideologici e confrontarsi con la realtà: senza energia accessibile non c’è agricoltura, e senza agricoltura non può esserci sicurezza alimentare. È il momento di un cambio netto di priorità, mettendo al centro la produzione agricola come interesse strategico nazionale.