Negli ultimi 150 anni, l’Italia ha vissuto una trasformazione profonda delle condizioni di salute della propria popolazione. I dati del rapporto Istat mostrano un quadro complessivamente positivo, frutto di progressi scientifici, miglioramenti socioeconomici e politiche sanitarie efficaci. Tuttavia, emergono anche nuove sfide legate all’invecchiamento e agli stili di vita contemporanei.

Mortalità in calo e vita più lunga

Oggi il tasso di mortalità in Italia si attesta intorno a 1000 decessi ogni 100 mila abitanti, mentre l’età mediana di morte è di 81,6 anni per gli uomini e 86,3 per le donne. La mortalità infantile è tra le più basse al mondo: 2,7 decessi ogni 1000 nati vivi nel 2023.

Il confronto storico è impressionante. A fine ‘800, il tasso di mortalità era 3 volte superiore e oltre un quarto dei decessi riguardava bambini nel 1° anno di vita. L’età medi in cui si moriva era di 25 anni e la mortalità infantile del 230 per 1000.

Parallelamente, la speranza di vita è cresciuta in modo straordinario: dai 29,8 anni del 1872 agli oltre 83 anni attuali.

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Disuguaglianze territoriali e sociali

Persistono però differenze territoriali: si va da meno di 82 anni in alcune regioni del Sud a oltre 86 nelle aree del Centro, evidenziando uno svantaggio strutturale del Mezzogiorno.

Nonostante i progressi, la salute in Italia non è distribuita in modo uniforme. Le regioni meridionali, in particolare Campania e Sicilia, registrano livelli di mortalità più elevati. Ancora più incisive sono le disuguaglianze sociali: tra gli adulti sopra i 30 anni, chi ha un basso livello di istruzione presenta un rischio di mortalità circa del 40% più alto rispetto ai più istruiti.

Una popolazione più anziana ma in migliore salute

L’invecchiamento della popolazione è uno dei fenomeni più evidenti, ma non necessariamente negativo. Gli italiani, infatti, invecchiano meglio rispetto al passato. La percentuale di persone che si percepiscono in cattiva salute è scesa dall’8% al 5,5% in circa un decennio.

I miglioramenti più significativi riguardano proprio gli anziani: tra gli over 85, la quota di persone che si dichiarano in cattiva salute si è drasticamente ridotta. Questo progresso è stato più marcato al Nord, mentre il Mezzogiorno resta indietro, confermando un divario già osservato per la mortalità.

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Dalle malattie infettive a quelle croniche

Nel corso del tempo sono cambiate anche le principali cause di morte. All’inizio del ‘900, le malattie infettive e respiratorie rappresentavano circa il 60% dei decessi. Oggi, grazie a vaccini, antibiotici e migliori condizioni igieniche, queste patologie hanno lasciato spazio alle malattie cronico-degenerative.

I tumori sono passati dal 2-3% dei decessi a oltre il 26%, mentre le malattie cardiovascolari sono diventate la prima causa di morte, arrivando al 30%. Le malattie infettive hanno avuto solo brevi recrudescenze, come durante la pandemia influenzale del 1918-19 e quella da Covid-19 nel 2020.

La sfida della multimorbilità

Con l’allungarsi della vita, cresce anche la presenza di più patologie contemporaneamente. La multimorbilità riguarda oggi circa 13 milioni di italiani, pari a oltre il 39% degli over 75. Si tratta di una delle principali sfide per un Paese ad alto tasso di invecchiamento.

Aumentano anche patologie come diabete, obesità e ipertensione. Nel 2025 il 6,4% della popolazione è diabetico (più del doppio rispetto al 1980), mentre l’obesità è salita all’11,6%. Queste condizioni sono più diffuse tra gli uomini, nelle persone con minore istruzione e nelle regioni del Sud.

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Miglioramenti legati alla riduzione del fumo

Nonostante alcune criticità, si registrano progressi importanti in ambiti specifici. Le malattie legate al fumo, come la bronchite cronica, si sono ridotte sensibilmente. Il numero di fumatori maschi è crollato dal 54,3% nel 1980 al 22,9% nel 2025, mentre tra le donne la percentuale è scesa al 15,9%.

Resta però una nuova preoccupazione tra i giovani: il 16,5% tra i 18 e i 34 anni utilizza sia sigarette elettroniche sia dispositivi a tabacco riscaldato.

Un equilibrio da preservare

Il quadro generale mostra una popolazione più longeva e mediamente più sana rispetto al passato. Tuttavia, l’invecchiamento, le malattie croniche e le disuguaglianze territoriali e sociali pongono nuove sfide al sistema sanitario.

La salute degli italiani, dunque, rappresenta una conquista importante, ma anche un equilibrio delicato che richiede politiche mirate, prevenzione e attenzione agli stili di vita per essere mantenuto nel tempo.