(di Francesca Romana Riello). Calici in piazza, il Dante si apre al Vinitaly diffuso. Sabato 11 e domenica 12 aprile, dalle 15 alle 18, il Caffè Dante Bistrot entra nel programma di Vinitaly and the City con una degustazione nel cuore di Piazza dei Signori. Tre cantine, una fascia oraria precisa, accesso libero. Una proposta semplice, ma costruita, che si inserisce nel flusso del fine settimana veronese senza forzarlo: ci si ferma, si entra, si assaggia. Non un evento isolato, ma un punto dentro la mappa diffusa del Vinitaly in città, dove anche i locali storici diventano parte del racconto.

Il Dante apre le porte al Vinitaly diffuso, tra piazza e calici
Non è una rassegna, non è una vetrina allargata. Qui la scelta è stretta. Monte Cimo, Cantina Piccoli e Champagne Pierre Gobillard: due radici nel territorio e uno sguardo fuori, tenuti insieme da un’idea chiara di abbinamento con la cucina del locale.
«Per noi partecipare a Vinitaly and The City significa ribadire la nostra vocazione originale: offrire un’esperienza di alta qualità, dove la cucina e il vino si incontrano e si raccontano. Monte Cimo e Cantina Piccoli sono due realtà del nostro territorio che amiamo profondamente. Accanto a loro, abbiamo voluto allargare lo sguardo sul mondo con Champagne Pierre Gobillard. Questo è il viaggio di gusto e
cultura che vogliamo offrire ai nostri ospiti», spiegano le titolari Sabrina Bergamasco e Chiara Castagnini.
Il punto sta qui: non aggiungere etichette, ma scegliere. E costruire un equilibrio.

Tre cantine, tre storie: dal Baldo alla Valpolicella fino alla Champagne
Monte Cimo nasce nel 2018 a Spiazzi, sul Monte Baldo, e lavora in quota fino a sfiorare i mille metri. Qui l’altitudine non è un dettaglio: cambia la maturazione, cambia il ritmo della vigna, cambia il risultato nel calice. La scelta dei vitigni PIWI va nella stessa direzione, con un’idea di sostenibilità che non resta sulla carta.
Cantina Piccoli ha un passo diverso, più lungo. Sessant’anni di lavoro in Valpolicella, oggi nelle mani di Veronica e Alice. Vigneti sul Monte La Parte, raccolta a mano, una linea che resta pulita: mineralità, equilibrio, nessuna forzatura.
Poi c’è Champagne Pierre Gobillard, da Hautvillers, il villaggio di Dom Pérignon. Quattro generazioni, tre vitigni, Pinot Noir, Meunier, Chardonnay e una precisione che si sente più che raccontarsi.
Tre storie diverse, che qui vengono messe una accanto all’altra senza sovrapporsi.

Il Vinitaly esce dalla fiera e torna nei luoghi della città
Dal 10 al 12 aprile Vinitaly and the City si muove dentro Verona con oltre settanta appuntamenti tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Ma una parte del programma passa anche dai locali che decidono di esserci con una proposta autonoma.
Il Dante è uno di questi. E non per caso. Dall’Ottocento era il “Parlamentino” della città, un luogo attraversato da intellettuali, artisti, politici. Dopo la riapertura del novembre 2025, quella dimensione è stata ripresa senza nostalgia, ma con una direzione precisa: restare un salotto urbano vero.
Le due giornate di aprile stanno dentro questa linea. Poche ore, una selezione ridotta, niente costruzioni scenografiche.
Il resto lo fanno i calici. E, se funziona, anche il modo in cui ci si ferma.

