(Angelo Paratico) Recentemente mi è capitato di sentire l’avvocato Elisa Fichera tentare un parallelo fra lo stratega cinese Sun Tzu e il nostro Nicolò Machiavelli, anche lui autore di un trattato sulla guerra. Il testo attribuito a Sun Tzu è molto noto in tutto il mondo, ma ne esiste un altro poco noto che meriterebbe una maggiore attenzione e il cui testo assomiglia molto a Il Principe del nostro Machiavelli.

Tale testo, mai tradotto in italiano, è conosciuto con il nome di Guiguzi (鬼谷子) ovvero Il Saggio della Valle degli Spiriti noto anche come Libro delle Aperture e delle Chiusure.

Questo testo fu composto, quasi certamente, da più mani, durante il tempo degli Stati Combattenti e della Dinastia Han. Dunque, circa quattro secoli prima di Cristo. Il periodo degli Stati Combattenti fu pieno di battaglie, tradimenti e massacri, durante il quale la diplomazia giocò un ruolo fondamentale. Vide la vittoria finale del Primo Imperatore e la fondazione di quel super stato che oggi conosciamo come Cina, con caratteri scritti comuni, lo stesso scartamento delle ruote dei carri e altre standardizzazioni che sono durate sino ad oggi.

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L’autore del Guiguzi, visto nel 1601

Che cosa dice Il Principe “cinese”

Esistono varie traduzioni in inglese del testo, l’ultima in ordine di tempo è dovuta a Stephen Selby, un ex impiegato coloniale di Hong Kong che dopo la pensione è ritornato alle sue passioni giovanili. Effettivamente, si possono tracciare dei paralleli tra gli insegnamenti del Guiguzi e quelli di Machiavelli.

I principi di retorica e della persuasione insegnati nel Guiguzi includono il mantenersi nascosti e in silenzio, in modo che l’interlocutore non possa vedere ciò che stiamo facendo. Idealmente, l’interlocutore dovrebbe essere convinto che le sue decisioni siano state prese interamente da lui. Questo è considerato il percorso ideale da seguire. La coercizione o il sacrificarsi per raggiungere lo scopo prefissato non sono raccomandati. Il Guiguzi comprende due parti, con capitoli dedicati a diverse strategie di osservazione e persuasione.

Le sue raccomandazioni e i suoi insegnamenti hanno formato molte persone famose nella Cina antica. L’autore appare come un meraviglioso stratega con un atteggiamento molto distaccato nei confronti della società, che lo ha portato a ritirarsi in un romitaggio. La prima parte riguarda la strategia e le tecniche di comunicazione; la seconda parte riguarda la coltivazione teologica e le virtù.

L’autore è molto abile nel ragionamento psicologico, ben consapevole delle potenziali situazioni e competente nell’arte di avviare e concludere una conversazione. Grazie alla sua presenza, si sviluppano i piani sofisticati della scuola degli strateghi, l’acume della scuola militare, la scuola del diritto autocratico, il confucianesimo con fermezza e flessibilità e il principio taoista dell’azione attraverso l’inazione (perfettamente attuata dai britannici nel corso dei secoli).

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Con le strategie come parte principale e l’aspetto militare come complemento, il libro è anche il primo a esplorare le possibilità di reprimere, consigliare, consultare, negoziare e comunicare, sulla base delle caratteristiche psicologiche e delle attività mentali. Spiega molte tecniche usate per la lotta politica, tra cui le più importanti sono quelle per diventare i favoriti dell’imperatore, come conquistare l’imperatore, come stringere amicizie e per conquistare gli altri.

La saggezza viene impiegata in ciò che l’uomo comune non conosce e dove l’uomo comune non può vincere. Rendere invisibili le strategie e ottenere frequenti vittorie senza combattere. Questa è l’essenza del Guiguzi. Questo libro ha un alto valore pratico per i lettori che vogliono operare nel mondo. Ecco una pagina:

Determina con attenzione ciò che esiste e ciò che non esiste, se è reale o illusorio; segui i loro desideri per svelarne le intenzioni e le aspirazioni. Metti sottilmente in discussione le loro parole, approfondendole, al fine di cercare la verità, valorizzando il raggiungimento del loro vero intento. Chiudi e poi apri, cercando così il tuo vantaggio.

A volte apri per mostrare, a volte chiudi per nascondere. Aprire e mostrare serve ad allinearsi ai loro sentimenti; chiudere e nascondere serve a discernere le differenze nella sincerità. Ciò che si può o non si può fare: chiarisci attentamente le loro strategie e i loro piani, per tracciare le somiglianze e le differenze. Che si tratti di separare o di unire, deve esserci un principio; segui innanzitutto le loro aspirazioni. Se si desidera aprirci, è importante essere meticolosi; se si desidera chiudere, è essenziale essere riservati.

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IL PRECEDENTE DI MATTEO RICCI

Studiandolo attentamente, si è destinati a trarne ispirazione e strategie utili nella vita, per questo motivo è noto anche come un libro per coltivare le amicizie. Questo è sempre stato un tema molto importante in Cina e sul quale volle scrivere anche un nostro grande connazionale sepolto a Pechino, Matteo Ricci sj. Che pubblicò nel 1598 in cinese un testo intitolato Dell’Amicizia. Non sappiamo se Ricci lesse il Guiguzi ma certe massime paiono simili.

Per quanto riguarda la grande fortuna dell’opera di Matteo Ricci che venne ripetutamente studiata e ristampata, un grande letterato come Feng Yingjing nella sua introduzione all’edizione del 1601 afferma che, dopo aver riflettuto accuratamente, si è convinto che la cultura cinese e la cultura occidentale (rinascimentale italiana) siano in fondo identiche.