Un attraversamento sensoriale tra immagini, parole e suoni: è quanto propone “Paesaggi lisergici. Fiabe, visioni”, in programma sabato 18 aprile dalle 18.30 alle 19.30 alla Sala Birolli. L’appuntamento, a ingresso libero, si inserisce nel calendario della mostra “Haider, Mariani, Paganelli. Ti invio al viaggio, in quel paese che ti somiglia tanto…” ed è promosso dall’Associazione Culturale Quinta Parete in collaborazione con la 1ª Circoscrizione Centro Storico, con il sostegno di BCC Valpolicella Benaco.

Più che un incontro con l’artista, l’iniziativa si presenta come un’esperienza immersiva che supera i confini della narrazione tradizionale. Al centro, la figura della pittrice Rita Paganelli, le cui opere dialogheranno con le letture poetiche di Mauro Dal Fior e con le suggestioni musicali della cantante statunitense Deborah Kooperman. A completare il percorso, il contributo dei curatori Gaia Guarienti e Federico Martinelli.

Il pubblico sarà guidato in un viaggio ideale nell’immaginario americano tra gli anni Sessanta e Settanta, dove pittura, poesia e musica si intrecciano in un racconto unico. Le tele di Paganelli si configurano come vere e proprie narrazioni visive: paesaggi in continua trasformazione che spaziano dal deserto di Sonora alle metropoli statunitensi, fino a interni domestici carichi di simboli e presenze inattese. Figure umane, animali e oggetti quotidiani convivono in composizioni dense e visionarie, in cui il colore – vibrante e stratificato – diventa elemento centrale di una grammatica pittorica capace di attrarre e inquietare.

Ne emerge un universo sospeso tra sogno e realtà, dove elementi fiabeschi e perturbanti coesistono: geometrie ossessive, scale che conducono altrove, linee fluide e forme spiraliformi contribuiscono a costruire una dimensione ipnotica e fortemente evocativa. Anche nella produzione su carta, con i suoi silent books realizzati a china, l’artista sviluppa racconti surreali e ironici, affidati esclusivamente alla forza delle immagini.

“Paesaggi lisergici. Fiabe, visioni” si propone dunque come un momento di condivisione culturale ed emotiva, in cui linguaggi diversi si amplificano reciprocamente, offrendo al pubblico un’esperienza partecipata e coinvolgente.

La mostra resterà visitabile alla Sala Birolli fino al 3 maggio 2026, con ingresso libero. Per l’evento del 18 aprile, vista la capienza limitata, è consigliata la prenotazione.