L’operazione

(di Francesca Romana Riello) Maxi sequestro di pesce irregolare: due tonnellate di prodotti ittici sequestrate tra pesce scaduto, alimenti senza tracciabilità e specie vendute al posto di altre più pregiate. È il bilancio dell’operazione “Naxos”, condotta dalla Guardia Costiera e coordinata dal Centro di Controllo Area Pesca della Direzione marittima di Venezia, che nelle ultime settimane ha interessato Veneto, Lombardia orientale e Friuli-Venezia Giulia. I controlli hanno riguardato anche il Lago di Garda e alcune delle principali località turistiche del Veneto, dove gli ispettori sono entrati in ristoranti, punti vendita e aziende della filiera ittica.

L’attività rientra nel programma di vigilanza sulla sicurezza alimentare e sulla commercializzazione dei prodotti della pesca, intensificato nei mesi estivi quando il consumo di pesce cresce insieme all’afflusso di turisti.

In tutto sono state effettuate 32 ispezioni, elevate nove sanzioni amministrative per un valore complessivo di circa 25 mila euro e sequestrate due tonnellate di prodotti ittici.

Maxi sequestro di pesce irregolare

Pesce irregolare, scattano i sequestri

Tra le irregolarità riscontrate figurano prodotti conservati oltre la data di scadenza oppure privi della documentazione necessaria a ricostruirne la provenienza. In entrambi i casi è scattato il sequestro previsto dalla normativa.

Gli accertamenti sono poi risaliti lungo tutta la filiera, dai ristoranti ai grossisti, arrivando anche in provincia di Mantova. In una delle aziende controllate sono stati trovati circa 100 chilogrammi di ombrine, astici e branzini ormai scaduti, destinati alla vendita.

Nel corso dell’operazione gli ispettori hanno inoltre individuato un lotto di Molva e uno di Brosme, specie utilizzate nella preparazione del baccalà al posto del più pregiato merluzzo nordico. Una sostituzione vietata, perché altera le informazioni fornite al consumatore e può configurare una frode commerciale.

Maxi sequestro di pesce irregolare

Il plauso

Sull’operazione è intervenuto il vicecapogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Baldan, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Guardia Costiera.

«Si tratta di un’operazione importante che ha consentito di togliere dal mercato prodotti ittici scaduti o non tracciati, tutelando la salute dei cittadini e garantendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera».

Secondo Baldan, «oltre a contrastare l’illegalità, sono stati intercettati alimenti che avrebbero potuto finire sulle tavole dei consumatori, venduti come freschi e di qualità pur non avendone i requisiti».

L’attività di controllo proseguirà anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla corretta conservazione e all’etichettatura dei prodotti destinati alla vendita, in un periodo dell’anno in cui il consumo di pesce raggiunge uno dei livelli più alti.

Maxi sequestro di pesce irregolare