Affitto di poltrona e cabina, nuove qualifiche professionali, maggiore formazione e un giro di vite contro l’abusivismo. Sono i principali contenuti del Disegno di legge Ancorotti, fermo in Senato, che secondo Confartigianato Benessere dovrebbe essere approvato entro l’estate per aggiornare una normativa ritenuta ormai non più adeguata all’evoluzione del settore dell’acconciatura e dell’estetica.
Il comparto rappresenta una realtà economica importante in Veneto, dove si contano 13.500 imprese e circa 26mila addetti. In provincia di Verona le attività sono 2.618, di cui 1.681 acconciatori e 937 centri estetici, per un totale di 4.799 addetti. Un settore che continua a crescere, soprattutto nell’estetica, dove si registra un incremento del 4,6%, con una quarantina di nuove imprese avviate fino a gennaio 2026.
«La riforma nasce da esigenze concrete delle imprese – spiega Beatrice Daniele, presidente della Federazione Benessere di Confartigianato Imprese Veneto –. L’affitto di poltrona e di cabina consentirebbe una maggiore flessibilità organizzativa e offrirebbe nuove opportunità a chi desidera avviare un’attività autonoma. Inoltre, il provvedimento introduce il riconoscimento degli specialisti in estetica e acconciatura oncologiche, valorizzando competenze sempre più richieste e il ruolo di chi accompagna le persone durante il percorso di cura».
Sul tema interviene anche Cristina Scurtu, presidente di Confartigianato Benessere Verona e del gruppo Estetica regionale, che sottolinea il valore sociale delle nuove figure professionali. «In Italia ogni giorno circa mille persone ricevono una diagnosi di tumore. L’aumento della sopravvivenza rende l’estetica e l’acconciatura oncologiche un supporto importante per aiutare i pazienti ad affrontare le cure e ritrovare benessere e qualità della vita».
Tra le novità previste dal Ddl figurano anche il riconoscimento delle figure dell’onicotecnico e del tecnico specializzato nei trattamenti per ciglia e sopracciglia, oltre a un rafforzamento della formazione professionale e dei requisiti di qualificazione.
Confartigianato sull’illegalità
Confartigianato chiede inoltre un deciso intervento sul fronte dell’illegalità. Secondo le stime dell’associazione, in Veneto un’attività su cinque opera in condizioni di abusivismo, con punte che raggiungono il 27%. Un fenomeno che si accentua soprattutto durante la stagione estiva nelle località turistiche.
Per l’associazione di categoria il contrasto al lavoro irregolare passa sia attraverso controlli più efficaci e sanzioni più severe, sia mediante regole che rendano più semplice e conveniente operare nel rispetto della legge, favorendo l’emersione delle attività oggi ancora sommerse.
L’obiettivo, conclude Confartigianato, è quello di dotare il comparto di una normativa moderna, capace di valorizzare le nuove professionalità, sostenere le imprese e garantire servizi sempre più qualificati ai cittadini.
