(fr.tr) Un possibile attentato al centro commerciale Adigeo sarebbe stato fermato prima che il progetto potesse essere realizzato. Un albanese di 22 anni, ritenuto radicalizzato online e sospettato di aver pianificato un attacco con un ordigno esplosivo, è stato intercettato fomenica all’aeroporto di Treviso proveniente da Tirana ed espulso dall’Italia per motivi di sicurezza e di prevenzione del terrorismo.

Da quanto emerso dall’attività investigativa, il giovane avrebbe cercato online informazioni sulla costruzione di un ordigno e avrebbe acquistato parte del materiale necessario. Tra gli obiettivi presi in considerazione ci sarebbe stato l’Adigeo di Verona.

L’attentato era in fase preparatoria

POLIZIA

Gli investigatori, che avevano seguito il suo percorso di radicalizzazione, sono intervenuti al suo arrivo in Italia, impedendogli di proseguire il viaggio verso il Pordenonese, dove avrebbe dovuto raggiungere alcuni familiari.
L’indagine avrebbe consentito di individuare il progetto in una fase ancora preparatoria. Secondo le informazioni diffuse, il materiale sarebbe stato in parte già acquistato, mentre non sarebbe stato ancora realizzato alcun ordigno. Non si è quindi verificata alcuna esplosione e non risultano persone ferite o coinvolte in un attentato all’interno dell’Adigeo.

Nell’operazione sono stati coinvolti gli apparati antiterrorismo della Polizia di Stato, con l’intervento della Digos e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha disposto l’espulsione del giovane per motivi di sicurezza dello Stato.
Il provvedimento è stato eseguito dopo gli accertamenti effettuati dalle autorità. Il 22enne è stato quindi allontanato dall’Italia senza raggiungere Verona. Gli investigatori stanno ricostruendo le modalità attraverso cui il giovane avrebbe sviluppato il progetto e i suoi eventuali contatti.

Rigo: terrorismo islamico pericolo costante

il consigliere regionale veronese della Lega, Filippo Rigo ringrazia le forze dell’ordine e agli apparati di sicurezza.
«Con un’operazione impeccabile hanno intercettato a Treviso e rispedito in Albania un terrorista di 22 anni pronto a fare una strage. Questo criminale aveva un obiettivo chiarissimo e agghiacciante: colpire il centro commerciale Adigeo di Verona, un luogo simbolo dello shopping veronese, frequentato ogni giorno da migliaia di famiglie, lavoratori e giovani. Solo grazie alla sorveglianza dei nostri agenti si è evitato il sangue nella nostra terra. Contro questi assassini non possiamo mai abbassare la guardia».

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«Questa vicenda – attacca Rigo – è la dimostrazione lampante di come il pericolo del terrorismo islamico e della radicalizzazione sia tragicamente attuale e vicinissimo a noi. Mentre la sinistra continua a cullarsi nel suo buonismo ideologico, nell’accoglienza indiscriminata e nelle frontiere colabrodo, la realtà ci sbatte in faccia minacce di una gravità inaudita. Se fosse per le loro ricette e per i loro costanti tentativi di depotenziare i decreti sicurezza, oggi racconteremmo una tragedia nella mia Verona».
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«La sicurezza dei veneti e degli italiani non è negoziabile e non tollera i paraocchi della sinistra. Difendere i confini e monitorare chi entra non è una opzione negoziabile: terroristi, malviventi e banditi vanno rimandati da dove sono venuti».